Come Promuovere un’Attività Tramite Blog

Scrivere un blog (bloggare) per promuovere un business è un lavoro a tutti gli effetti. Non bisogna farsi ingannare dagli infiniti aspetti della blogsfera con i suoi molteplici argomenti.

Chi scegli il blog come soluzione al marketing, deve imparare a gestirlo nell’ottica di una strategia collaudata e funzionante.

Molti dirigenti hanno ancora una visione del blog come di un luogo con cui fare soltanto “amicizie” molto simile ai siti per incontri virtuali.

Qui di seguito 8 consigli per promuovere un business attraverso un blog aziendale:

Definire gli obiettivi e conseguentemente la linea editoriale del blog. E’ un aspetto importante e indipendente dalla tipologia del business e degli argomenti che verranno trattati. In ogni caso, serve un obiettivo.
Utilizza lo strumento delle parole chiavi (ad esempio quello di Google) per determinare ciò che i tuoi potenziali clienti stanno cercando.
Il Web è pieno di strumenti gratuiti con cui avviare la strategia del blog. Impara a utilizzarli: WordPress, YouTube, Facebook, Twitter, ecc.
Educare l’acquirente. Evita di pubblicare soltanto articoli dove elogi le qualità dell’azienda. C’è una grande differenza tra il business blog e invogliare gli utenti ad acquistare i tuoi prodotti o servizi dicendo che siete i migliori.
Se stai aprendo un blog per la prima volta, stabilisci un tempo di 3-6 mesi per organizzare e pubblicare articoli mirati in modo da verificare il ROB.
Segui e informati sui tuoi concorrenti. Leggi gli altri blog relativi al tuo settore attraverso i feed rss in modo da ricevere automaticamente gli aggiornamenti sui loro contenuti.
Ricordati sempre di evitare il burocratese. Usa un linguaggio semplice, diretto e confidenziale. Il tuo obiettivo è anche quello di rafforzare il rapporto con la tua clientela e i tuoi potenziali clienti.
Utilizza i motori di ricerca per scoprire cosa piace ai tuoi clienti. Segui e partecipa alle discussioni sui forum evitando lo spam e cercando di fare emergere le tue competenze in materia.

Molto interessante.

Come Funziona il Trasferimento d’Ipoteca

Può accadere a volte che si palesi l’esigenza di conservare il proprio mutuo ipotecario avendo intenzione, però, di sostituire l’immobile che è stato concesso in garanzia come ipoteca. Può succedere, per esempio, che si voglia comprare una nuova casa mantenendo il vecchio mutuo che si è scelto per acquistare la prima casa, che ora è in fase di vendita o è già stata venduta: si tratterebbe di una soluzione che consente di diminuire in maniera consistente le spese derivanti all’accensione di un mutuo nuovo. Oppure, potrebbe capitare che chi ha contratto un mutuo costruzione dando in garanzia l’abitazione dei propri genitori voglia trasferire l’ipoteca, una volta finiti i lavori, sul nuovo immobile, conservando il mutuo per le condizioni migliori. Si tratta di operazioni che è possibile eseguire grazie all’intervento di un notaio, e salvo il consenso da parte dell’istituto di credito coinvolto, per la sostituzione d’ipoteca o garanzia. Come detto, a livello giuridico esiste la possibilità, nel caso in cui si accenda un mutuo ipotecario, costituire un’ipoteca nuova su beni immobili differenti, ovviamente in accordo con la parte mutuante, cioè l’istituto di credito.

L’ipoteca sarà formalizzata con data e grado quando sarà iscritta. Di conseguenza, la vecchia garanzia sarà cancellata dalla Conservatoria dei Registri Immobiliari. In pratica, però, la situazione è leggermente differente rispetto alla situazione teorica appena descritto. Andiamo a scoprire il motivo. Innanzitutto gli istituti di credito solitamente non gradiscono in maniera particolare la sostituzione della garanzia; inoltre, bisogna considerare che queste operazioni non vengono ritenute convenienti nemmeno da un punto di vista economico; infine, è sempre opportuno tenere presente che in genere gli istituti di credito davanti a questo tipo di richiesta si trovano colte di sorprese, proprio perché si tratta di richiesta di operatività non comune.

Nello specifico, specialmente nell’eventualità in cui il mutuatario sia considerato un soggetto fallibile, l’istituto dovrà per forza di cose prendere in considerazione tutti i rischi che la situazione comporta, in quanto la nuova garanzia avrebbe effetto solo nel momento in cui si consolida dopo la comparsa del credito. Per quanto riguarda le spese dell’operazione di sostituzione del bene che viene concesso in ipoteca, esse sostanzialmente possono essere ricondotte all’eliminazione dell’ipoteca precedente e alla costituzione della garanzia nuova.

Ricordiamo, infine, che nel caso in cui si voglia sostituire l’ipoteca conservando la stessa banca e lo stesso mutuo, la legge che viene solitamente definita come Decreto Bersani non è valida, e dunque non può essere applicata, poiché il mutuo non viene estinto, ma mantenuto presso la medesima banca mutuante: a cambiare, infatti, o meglio a essere sostituita, è solamente l’ipoteca che garantisce il mutuo stesso. L’ipoteca, in sostanza, non è altro che una garanzia utile per chi deve ricevere il pagamento oppure deve restituire del denaro a un’altra persona (o nel caso delle banche a un altro ente). Il caso delle banche che prestano i soldi per comprare una casa è appunto il più frequente: molto semplicemente, accade che venga concessa una somma di denaro in mutuo.

Come Lavorare Come un Procacciatore d’Affari Occasionale

Il procacciatore d’affari può essere continuativo oppure occasionale. Quello occasionale esercita la propria professione in maniera non continuativa, ma solo occasionale. Questo lavoro ha un grande successo perché aiuta i privati o le grosse realtà industriali a concludere più velocemente i propri affari, raggiungendo in tempi più brevi il proprio obiettivo.

Il procacciatore d’affari occasionale è una delle figure commerciali più presente sul mercato del lavoro, perché permette una grande libertà di movimento, non si hanno vincoli e si può iniziare da subito, senza doversi iscrivere per l’IVA.

Il lavoro di procacciatore d’affari è in netta ascesa, infatti è una delle professioni più richieste e ambite del momento. Un procacciatore d’affari deve mettere in contatto le due parti, cioè chi vende e chi acquista; al termine della transazione riceve la parcella pattuita. Il procacciatore d’affari occasionali svolge il lavoro in autonomia senza vincoli legati alla zone di propria competenza e senza avere degli incarichi da parte di committenti.

Si tratta di una figura giuridica che guadagna per la conclusione di affari commerciali; questo lavoratore non ha un accordo o uno stipendio ma viene pagato esclusivamente con una provvigione, stabilita in precedenza anche verbalmente.

Normalmente, il procacciatore d’affari riceve quanto dovuto solo se l’affare va in porto.

Il guadagno e il volume di affari dipende, naturalmente, dall’impegno e dal tipo di transazioni che si concludono.

Il procacciatore d’affari occasionale e quello continuativo svolgono lo stesso mestiere; l’unica differenza è che quello occasionale non appartiene ad un’azienda, non ha vincoli relativi alle zone commerciali e non ha un’iscrizione IVA e ovviamente svolge la sua azione in modo occasionale!!

L’articolo 2222 del Codice civile, indica con chiarezza quali siano i compiti del procacciatore d’affari occasionale; infatti, si legge che “ l’esercizio dell’attività, peraltro, deve essere del tutto occasionale, senza i requisiti della professionalità e della prevalenza”.

Il procacciatore occasionale non fa parte di una ditta ma lavora senza limiti e liberamente; il suo lavora ha il carattere di una prestazione occasionale e non di una collaborazione.

Questo professionista svolge il proprio mestiere senza vincoli di zona e in maniera sporadica.

Il procacciatore d’affari occasionale si occupa di portare a termine degli affari e per questa sua attività ha diritto ad una parcella. Il fatto che il lavoro venga svolto senza continuità non determina dei limiti di importo alla parcella che si richiede. Quindi la provvigione può avere un importo qualsiasi; l’unico limite è che deve essere relativa ad un affare solo. Infatti, se si ricevono dei pagamenti per svariati incarichi effettuati in un certo lasso di tempo viene meno la caratteristica dell’occasionalità.

Il procacciatore d’affari occasionale, percepisce la propria provvigione da colui il quale vende; tra il procacciatore occasionale e la parte che vende si stipula un contratto scritto che non può avere valore di continuità. La provvigione può essere stabilita e dichiarata con una scrittura privata.

Il procacciatore occasionali non ha nessun obbligo per quanto riguarda la richiesta di apertura di una partita IVA. Dopo aver prestato la sua professionalità, il procacciatore d’affari occasionale è obbligato a rilasciare una ricevuta per prestazione occasione. Inoltre se la ricevuta ha un importo maggiore di 77,47 euro la ricevuta è soggetta a ritenuta di acconto e alla marca da bollo.

Per diventare procacciatori d’affari occasionali non sono necessari specifici corsi o titoli particolari. L’importante è che non si abbiano né carichi né pendenze penali. Al momento non esiste un albo professionale, quindi non è obbligatoria nessuna iscrizione e nessun patentino.

Per diventare procacciatore di affari occasionale, come abbiamo già detto, non è necessaria la partita IVA ma si può iniziare sin da subito con il codice fiscale.

Per avere successo come procacciatore d’affari è importante farsi conoscere e apprezzare. Risulta molto utile un bel sito internet, nel quale riportare le proprie esperienze professionali, i campi nei quali si è lavorato e i risultati conseguiti. Inoltre, è fondamentale che il sito sia aggiornato e contenga i dati per potervi contattare.

Per farsi conoscere è anche utile stampare dei biglietti da visita personalizzati, che riportino i dati essenziali e i recapiti telefonici.

I requisiti principali per poter svolgere questo lavoro sono una buona cultura di base, senso degli affari e flessibilità. Completano il profilo professionale, la capacità di sapersi proporre e riuscire ad instaurare delle relazioni interpersonali efficaci.

Quante Persone Servono per Gestire un Blog Aziendale

Spesso un blog aziendale poco aggiornato è sinonimo di una disorganizzazione interna oppure dell’assenza di un team di sviluppo. Se delegate il lavoro di blogging ad un’unica persona, le probabilità di mantenere una pubblicazione frequente sono davvero minime.

Per rendersene conto, basta pensare a tutte le diverse attività necessarie per realizzare un blog aziendale di successo. Le imprese più grandi dovrebbero avere almeno un piccolo gruppo di lavoro.

Ma quale sono le figure necessarie per la creazione e sviluppo di un blog aziendale efficiente?

Ricercatore: tiene d’occhio i feed RSS e Google Alert durante la sua fase di ricerca. Il suo lavoro è essenziale per progettare e costruire nuovi post in tema con gli eventi esterni.
Writer: è lo scrittore che mette la penna sulla “carta” e concretizza le idee e le strategie di blogging.
Storyteller: no, questo termine non ha a che fare con il “dire bugie”. La gente ama le storie in grado di trasmettere il messaggio e che possa rendere ancora più memorabile l’acquisto.
Editore: prende le decisioni difficili riguardo la pubblicazione dei post. Spesso deve tenere sotto controllo lo scrittore per mantenerlo sulla retta via.
Project Manager: è colui che tiene insieme tutti gli altri personaggi.
Designer: è necessario dare al blog un aspetto capace di supportare gli obiettivi aziendali. Per fortuna ci sono alcuni buoni modelli disponibili anche se per un’azienda che rafforzare il proprio brand su Internet, l’ideale è realizzare un tema grafico originale.
Tecnico: lavora “sotto il cofano”, ottimizza le funzioni del blog, sceglie i plugin e le altre funzioni. Capire come funziona un blog vi permetterà di renderlo più mirato ai vostri lettori.
Esperto Seo: lavora per rendere appetibile il blog ai motori di ricerca collaborando a stretto contatto con il writer e il ricercatore.
Social Networker: o meglio un Networker per sviluppare e consolidare i contatti, in linea con il resto del blog. Contribuisce enormemente ad innalzare il profilo e la consapevolezza del marchio nella blogosfera e nel settore di appartenenza.
Ricercatore di mercato: è necessario assicurare contenuti interessanti ai lettori attraverso specifiche ricerche di mercato.
Marketer: lavora per creare altri sistemi e strategie online in grado di supportare il lavoro del blog: pay-per-click, commenti su altri blog e forum del settore, branding, etc.
Diplomatico: a volte sul blog giungono commenti poco favorevoli. In questo caso il diplomatico lavora per riportare armonia all’interno del blog.
Strategist/Planner: alla fine del mese bisogna, analizzare il ritorno ecomomico (ROB) del blog e valutare insieme al team le prossime mosse. Dovete fare in modo che il blog stia andando nella giusta direzione e che si sviluppi correttamente, e capire quindi come aiutare la vostra attività.
Analista: non dimenticate di controllare i post che attraggono maggiormente i lettori, il posizionamento sui motori di ricerca, le parole chiave più usate, i siti che puntano al blog, etc. Soltanto analizzando questi dati potrete valutare cosa fare in futuro.

Niente panico, so che sembra scoraggiante, ma non dimenticate che non dovete fare tutto da soli. Alcuni aspetti si possono delegare a un’unica persona, altri invece richiedono il contributo di altre, soprattutto se siete all’inizio.

Come Portare Traffico su un Blog Aziendale

Avete creato il vostro blog aziendale e state postando contenuti utili e rilevanti. A questo punto, potreste chiedervi come mai non riscuota consensi sul Web in termini di traffico.

Come in qualsiasi sito web, la promozione è fondamentale se volete portare il traffico ideale. Qui di seguito, una serie di consigli con cui veicolare il traffico sul blog aziendale a partire da adesso.

Impostate sul vostro blog, un modulo di iscrizione come Networked Blogs in modo da poter invitare tutti gli utenti nella vostra rete di lettori. Oltre a raccogliere i più assidui del blog, è anche uno status di popolarità da esibire ai nuovi utenti.
Leggete e commentate altri blog rilevanti all’interno del vostro target di nicchia. Evitate commenti banali come “ottimo articolo” o “condivido quello che hai scritto”. Dimostrate tutta la vostra competenza e interesse nel relazionarvi con gli altri. Un commento intelligente è efficace, utile e fornisce un sicuro link di ritorno sul vostro blog.
Iscrivete il vostro blog sulle più importanti directory e “presentatelo” ai motori di ricerca. Inoltre scovate directory che siano in tema con gli argomenti che trattate.
Inserite l’indirizzo del vostro blog aziendale in maniera strategica e non invasiva: nella firma della email, nei messaggi dell’autoresponder, nei report gratuiti, nelle recensioni delle librerie online, etc.
Se periodicamente pubblicate una newsletter, fate in modo che possa riportare l’indirizzo del blog aziendale.
Stampate l’indirizzo del vostro blog aziendale, nelle brochure, nei biglietti da visita, sui volantini, sui gadget, etc.
Assicuratevi di facilitare l’iscrizione ai feed rss del blog con uno specifico box.
Postate spesso nuovi contenuti e soprattutto cercate sempre di linkare altre risorse sul Web.
Create un profilo pubblico su Facebook e utilizzatelo in maniera strategica.
Cercate profili privati di utenti che abbiano a che fare con la vostra attività e invitateli a far parte del vostro gruppo di Linkedin.
Create un canale YouTube dove inserire l’indirizzo del blog. Al tempo stesso, cercate di fare altrettanto, attribuendo possibilmente ad ogni video la url di un post del vostro blog, pertinente con l’argomento trattato.
Mettete in evidenza i collegamenti ai vostri profili di social networking.
Offrite l’opportunità di ripubblicare le vostre notizie tramite social bookmark (o retweet nel caso di Twitter).
Se avete un negozio su eBay, fate in modo che l’home page parli della vostra azienda.

Molto interessante.

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