Fac simile business plan per richiesta finanziamento​

Nella ricerca di capitali, un business plan non è solo un documento: è la tua prima dimostrazione di credibilità e visione. Questa guida ti accompagnerà, passo dopo passo, nella costruzione di un piano solido e persuasivo pensato specificamente per convincere investitori, banche o bandi pubblici: dall’executive summary che cattura l’attenzione, all’analisi di mercato e al modello di ricavi, fino ai piani finanziari concreti e alla gestione dei rischi. Ti mostrerò come tradurre idee in numeri credibili, presentare ipotesi realistiche, raccontare la tua storia imprenditoriale con chiarezza e adattare il linguaggio alle diverse controparti. Troverai consigli pratici sulla struttura, su quali allegati includere e su errori comuni da evitare, oltre a esempi concreti e check-list per velocizzare la redazione. L’obiettivo è consegnarti uno strumento che non solo spieghi il progetto, ma lo renda investibile: conciso, documentato e orientato ai risultati. Procediamo con i singoli capitoli per trasformare la tua proposta in una richiesta di finanziamento efficace.

Come scrivere un business plan per richiesta finanziamento​

Immagina il business plan come una storia razionale e verificabile che deve convincere chi eroga capitale — banca, investitore professionale o business angel — che la tua impresa merita fiducia e che i soldi richiesti produrranno ritorni o ripagheranno il debito. Per ottenere questo risultato non basta la passione: occorre costruire un documento che metta insieme visione, dati di mercato, modello economico e prove concrete. Il primo elemento che il lettore cercherà è una sintesi chiara del progetto: chi siete, quale problema risolvete, quale soluzione offrite, quale dimensione di mercato intendete servire e quanto capitale chiedete. Questo sommario esecutivo deve essere preciso e misurabile: non “puntiamo alla leadership”, ma “puntiamo al 5% del mercato locale entro 36 mesi”, con riferimenti a metriche e tempistiche verificabili. È il biglietto da visita che determina se il lettore prosegue o scarta il piano.

La descrizione dell’impresa deve raccontare la storia dell’azienda, la sua forma giuridica, la fase in cui si trova e gli elementi distintivi che la rendono sostenibile rispetto alla concorrenza. Qui è fondamentale evidenziare il team: competenze, esperienze pregresse, ruoli chiave e gap da colmare; gli investitori e le banche finanziarie prestano grande attenzione a chi gestirà i fondi, perché il capitale finanzia persone oltre che progetti. Nel narrare il team, integrare brevi profili con risultati concreti ottenuti in passato, accordi già firmati, partnership strategiche o advisory board che riducono il rischio operativo del progetto.

L’analisi di mercato deve essere rigorosa e basata su dati. Occorre descrivere il mercato totale indirizzabile, il segmento che si intende servire, tendenze, dinamiche competitive, driver di domanda e barriere all’ingresso. I numeri non devono essere affermazioni vaghe: va spiegata la fonte dei dati, il metodo di stima e la logica che porta dalla dimensione del mercato alle quote di fatturato previste. Quando si invia il piano a una banca, dimostrare stabilità della domanda e flussi di cassa previsti è essenziale; quando si parla con investitori di rischio, è invece importante mostrare potenziale di crescita forte e scala ripetibile. Differenziare il linguaggio e il livello di dettaglio in funzione del destinatario accresce la credibilità.

La proposta di valore e la descrizione del prodotto o servizio devono spiegare cosa esattamente si vende, come si produce o eroga il servizio, quale tecnologia o processo viene impiegato e perché i clienti pagheranno. Qui entra in gioco l’economia unitaria: prezzo medio di vendita, costi diretti variabili per unità, margine lordo, tempo di vita del cliente e costo di acquisizione. Questi elementi, collegati alle previsioni di vendita, costruiscono il conto economico prospettico. Per i finanziatori è utile esplicitare dove si colloca il vantaggio competitivo — costi più bassi, qualità superiore, brevetti o posizionamento esclusivo — e come si intende difenderlo nel medio termine.

La strategia commerciale e di marketing deve essere concretamente attuabile. Spiegare i canali di vendita, i tempi di attivazione dei clienti, le politiche di prezzo e le tattiche di promozione, con metriche chiave attese (tassi di conversione, costo di acquisizione cliente, tempo medio per raggiungere il break-even per cliente). Le scelte operative e logistico-produttive devono essere coerenti: descrivere fornitori, capacità produttiva, scorte, tempistiche di consegna e processi di controllo qualità. Un piano operativo credibile dimostra che le previsioni non sono fantasiose ma ancorate a una capacità reale di esecuzione.

La parte finanziaria è il cuore della richiesta di finanziamento. Deve contenere tre prospetti fondamentali redatti su almeno tre anni: conto economico, stato patrimoniale e rendiconto finanziario, accompagnati da un piano dei flussi di cassa mensili per i primi 12–18 mesi, e da analisi di break-even e dei principali indicatori: margine operativo, margine lordo, EBITDA, rapporto indebitamento/patrimonio, periodo medio di incasso e pagamento. I numeri devono sempre essere corredati da assunzioni esplicite: prezzi, volumi, tassi di crescita, tassi di interesse, premi di rischio, inflazione. Non basta scrivere gli importi; occorre spiegare perché quei numeri sono realistici, quali fattori li influenzano e quali scenari alternativi sono stati considerati. La sensibilità agli scenari è fondamentale: mostrare almeno uno scenario prudente e uno ottimistico aiuta a misurare la robustezza del progetto e a rassicurare il finanziatore sulla gestione del rischio.

Quando si richiede un prestito bancario, il focus sarà sulla capacità di rimborso e sulle garanzie. Il piano deve dimostrare flussi di cassa disponibili per il servizio del debito, un piano di ammortamento coerente e, se necessario, beni o garanzie che possano essere prese a secuzione. Per gli investitori azionari la discussione riguarda principalmente il valore atteso dell’impresa, la strada per la crescita, la exit strategy e la diluizione. Nel caso di capitale di rischio è pertanto essenziale presentare milestones chiare che portino a milestone di rientro per l’investitore: numeri di utenti, ricavi ricorrenti annuali (ARR), tassi di crescita mensili. In entrambi i casi, spiegare esattamente quanto capitale si cerca, come verrà impiegato — assunzioni, sviluppo prodotto, marketing, capitale di esercizio, investimenti in immobilizzazioni — e quale impatto atteso genererà ogni tranche di spesa è cruciale.

La gestione dei rischi e la compliance non sono optional. Un finanziatore vuole vedere che si sono identificate le principali criticità: rischi di mercato, operativi, tecnologici, normativi e finanziari, e che ci sono piani di mitigazione concreti. Allo stesso modo, allegare documenti legali, contratti in essere, brevetti o richieste di brevetto, licenze, polizze assicurative e qualsiasi prova che riduca l’incertezza è un segnale di solidità. In appendice è opportuno includere curriculum, contratti chiave, studi di mercato completi, proiezioni dettagliate e ogni documento che possa essere verificato durante la due diligence.

Lo stile e la forma del business plan contano quanto i contenuti. Adottare un linguaggio professionale, conciso e numeri ben strutturati aumenta la fiducia del lettore. Evitare iperboli e previsioni irrealistiche: gli esperti scoraggiano proiezioni che presuppongono tassi di crescita esponenziali privi di giustificazione. Curare la chiarezza delle assunzioni rende più semplice per il finanziatore valutare il rischio. È buona pratica includere un piano di milestone con scadenze temporali e indicatori di performance che possano essere monitorati; rendere trasparenti obiettivi e modalità di controllo semplifica il rapporto futuro tra imprenditore e finanziatore.

Infine, preparare una versione narrata e sintetica per il primo contatto — un executive summary molto conciso o una presentazione breve — insieme al business plan completo aumenta le chance di ottenere attenzione. Un elevato grado di preparazione alla due diligence, documentazione ordinata e la capacità di rispondere rapidamente alle domande tecniche valgono tanto quanto i contenuti scritti. Ricorda che il business plan non è un atto di fede ma un contratto di trasparenza: più riuscirai a dimostrare dati verificabili, processi pensati e team capace, maggiori saranno le probabilità di convincere chi deve mettere a disposizione il capitale.

Modello business plan per richiesta finanziamento​

Titolo del progetto: [Nome impresa / progetto]
Data: [gg/mm/aaaa]
Contatto: [Nome, ruolo, telefono, email]

1. Sommario esecutivo
– Breve descrizione dell’attività e del progetto
– Mission e vision
– Prodotto/servizio principale
– Mercato target e opportunità
– Richiesta finanziamento: importo richiesto, durata e forma (debito/equity)
– Sintesi delle previsioni finanziarie principali (fatturato previsto, utile netto, break-even)
– Finalità dell’uso dei fondi

2. Descrizione dell’impresa
– Ragione sociale e forma giuridica
– Sede legale e operative
– Storia e stato attuale dell’azienda (start-up, crescita, consolidata)
– Obiettivi strategici a breve e medio termine
– Proprietà e principali soci

3. Prodotti e servizi
– Elenco e descrizione dettagliata dei prodotti/servizi offerti
– Vantaggi competitivi e value proposition
– Ciclo di vita del prodotto e roadmap di sviluppo
– Proprietà intellettuale, brevetti, certificazioni
– Politica di prezzi e margini attesi

4. Analisi di mercato
– Descrizione del mercato di riferimento (dimensione, crescita, trend)
– Segmentazione del mercato e target clienti
– Analisi della domanda e dei comportamenti d’acquisto
– Fonti e dati utilizzati per l’analisi di mercato

5. Analisi della concorrenza
– Principali concorrenti diretti e indiretti
– Posizionamento competitivo (punti di forza/debolezza dei concorrenti)
– Barriere all’ingresso e fattori critici di successo
– Vantaggi competitivi sostenibili dell’impresa

6. Strategia commerciale e marketing
– Posizionamento e messaggio chiave
– Strategia di pricing
– Canali di vendita e distribuzione (online/offline, partner, reti)
– Piano promozionale e di comunicazione (strumenti, budget, KPI)
– Obiettivi commerciali e timeline (obiettivi di vendita per trimestre/anno)

7. Organizzazione e risorse umane
– Struttura organizzativa (organigramma)
– Profili e ruoli chiave (CV sintetici dei manager)
– Politiche di assunzione e formazione
– Esternalizzazioni e consulenze strategiche

8. Piano operativo
– Localizzazione, spazi e infrastrutture necessarie
– Processi produttivi / erogazione del servizio
– Fornitori principali e logistica
– Pianificazione degli investimenti materiali e immateriali
– Fasi di implementazione del progetto e milestone

9. Piano finanziario (previsionale)
– Ipotesi di base (volumi, prezzi, costi variabili e fissi, aliquote fiscali)
– Conto economico previsionale su 3-5 anni (ricavi, costi operativi, EBITDA, risultato operativo, utile netto)
– Stato patrimoniale previsionale su 3-5 anni (attività, passività, patrimonio netto)
– Rendiconto finanziario / previsione flussi di cassa su 3-5 anni
– Analisi del punto di pareggio (break-even)
– Indicatori finanziari (margine operativo, ROI, ROE, DSCR, periodo di recupero)
– Sensitivity analysis: scenari (base, ottimistico, pessimistico) e impatto sui risultati

10. Fabbisogno finanziario e utilizzo dei fondi
– Importo totale richiesto
– Suddivisione dettagliata dell’uso dei fondi (es. investimento macchinari, marketing, capitale circolante, R&S, consulenze, ristrutturazione)
– Tempistica erogazione e utilizzo (piano in tranche)
– Contributo proprio / equity apportato dai soci

11. Struttura dell’operazione finanziaria e piano di rimborso
– Tipologia dell’operazione (mutuo, finanza agevolata, leasing, aumento di capitale, convertible)
– Durata e condizioni desiderate (tasso, periodo di ammortamento, pre-ammortamento)
– Piano di rimborso dettagliato con flussi (annuali o mensili)
– Garanzie offerte e collateral disponibili
– Eventuali mezzi alternativi di copertura finanziaria

12. Analisi dei rischi e misure di mitigazione
– Principali rischi (mercato, operativo, finanziario, regolamentare, tecnologico)
– Probabilità e impatto dei rischi
– Azioni preventive e piani di contingenza
– Indicatori di monitoraggio dei rischi

13. Exit strategy (se rilevante)
– Scenari di uscita per gli investitori (vendita, IPO, buy-back)
– Tempistiche previste e criteri di valore

14. Allegati e documentazione di supporto
– Proiezioni finanziarie dettagliate (foglio excel con ipotesi e calcoli)
– Bilanci storici (se disponibili) e dichiarazioni fiscali
– CV dei soci e manager
– Contratti principali (fornitori, clienti, leasing)
– Preventivi d’acquisto, piani tecnici, studi di fattibilità e ricerche di mercato
– Documentazione legale (atto costitutivo, visure, certificazioni)

15. Cronoprogramma del progetto
– Timeline con milestone principali e date di completamento previste
– Responsabili per ciascuna milestone

Modelli di tabelle da inserire (da compilare):

A) Conto economico previsionale (anno 1 – anno 5)
– Ricavi di vendita
– Costi variabili
= Margine contributivo
– Costi fissi (personale, affitti, marketing, amministrazione)
= EBITDA
– Ammortamenti
= Risultato operativo
– Oneri finanziari
= Risultato prima delle imposte
– Imposte
= Utile netto

B) Rendiconto finanziario (cash flow) – annuale
– Saldo iniziale di cassa
+ Flussi operativi netti
– Investimenti in conto capitale (CAPEX)
+ Apporti soci
+ Finanziamenti ricevuti
– Rimborsi finanziari
= Saldo finale di cassa

C) Stato patrimoniale previsionale (anno 1 – anno 5)
Attivo:
– Attività correnti (cassa, crediti commerciali, magazzino)
– Immobilizzazioni materiali e immateriali
Passivo:
– Debiti correnti
– Debiti finanziari a medio-lungo termine
– Patrimonio netto

D) Piano di rimborso del finanziamento richiesto
– Importo erogato
– Tasso applicato
– Durata e scadenze
– Quota capitale e quota interessi per periodo

Fine del documento.

Fac simile quietanza liberatoria soci liquidazione

Nell’ambito di una liquidazione societaria, la quietanza liberatoria è il documento che attesta l’avvenuto pagamento delle somme spettanti ai soci e, contemporaneamente, dichiara l’estinzione di eventuali pretese successive nei confronti della società o del liquidatore. Questa guida fornisce indicazioni pratiche e concrete su come redigere una quietanza efficace: quali elementi non possono mancare, come formulare la dichiarazione di liberazione, quali modalità di pagamento documentare e quali controlli formali effettuare per ridurre il rischio di contestazioni future. Verranno inoltre richiamate le principali implicazioni civilistiche e fiscali da considerare, nonché i casi in cui è opportuno ricorrere a consulenza notarile o legale. Lo scopo è offrire uno strumento chiaro e utilizzabile che consenta di concludere la fase liquidatoria con la massima certezza giuridica per tutte le parti coinvolte.

Come scrivere un quietanza liberatoria soci liquidazione

Per redigere una quietanza liberatoria da rilasciarsi ai soci in fase di liquidazione occorre adottare un linguaggio formale, preciso e completo, in modo che il documento contenga tutte le informazioni necessarie a identificare le parti, descrivere l’oggetto della prestazione e manifestare senza equivoci la volontà liberatoria del socio nei confronti della società e dei liquidatori. Il tono deve essere quello di un atto ricevuto: indicare i dati identificativi completi della società in liquidazione (ragione sociale, sede legale, numero di iscrizione al Registro delle Imprese) e del soggetto che riceve la somma o il bene (nome, luogo e data di nascita, codice fiscale, indirizzo e, se presente, la qualifica in cui firma — ad esempio “socio” o “rappresentante con procura”), nonché l’eventuale indicazione del liquidatore che eroga la somma o consegna il bene e la sua firma. È opportuno richiamare il titolo che ha dato luogo al pagamento o alla consegna: la delibera assembleare di approvazione del rendiconto finale di liquidazione o la determinazione degli importi spettanti ai soci, con riferimento alla data in cui tale decisione è stata adottata e, se possibile, al numero di verbale e alla data di iscrizione nel libro delle adunanze e delle deliberazioni o nel verbale di liquidazione. La quietanza deve descrivere in modo dettagliato la prestazione effettuata: indicare l’importo pagato e la valuta, ripetere la somma in lettere, precisare la forma del pagamento (bonifico bancario con indicazione dell’IBAN e della data dell’operazione, assegno, contanti previa verifica dei limiti di legge), oppure, se la prestazione consiste in beni o cespiti, fornire una descrizione puntuale dei beni consegnati, il loro stato, la valutazione attribuita e la modalità di trasferimento della proprietà o della consegna materiale. È fondamentale una formulazione liberatoria chiara e comprensiva: il socio dichiara di aver ricevuto, a titolo di liquidazione, la somma o il bene in oggetto e, per sé e i suoi aventi causa, di rilasciare alla società e ai liquidatori ogni e qualsiasi quietanza e liberatoria che estingue ogni pretesa, credito, azione o rivendicazione relativa al rapporto sociale e alla liquidazione fino alla data indicata, senza alcuna riserva. Conviene indicare esplicitamente che la liberatoria riguarda qualsiasi titolo, causa o ragione e precisare la data di riferimento della liberatoria (ad esempio “fino al … inclusi”), per evitare contestazioni su fatti o crediti sorti successivamente. Se si vogliono tutelare eventuali esigenze specifiche, si può inserire una clausola che esclude espressamente determinati crediti non ancora emersi o che rimandino a specifici adempimenti fiscali o contabili, precisando però che una clausola troppo ampia o ambigua può ridurre l’efficacia liberatoria; per questo motivo è consigliabile che la formulazione sia negoziata con il consulente legale o il commercialista della società. È opportuno indicare che il rilascio della quietanza non pregiudica gli obblighi fiscali del socio: il documento può contenere una dichiarazione nella quale il socio prende atto della natura della distribuzione (liquidazione di residuo patrimoniale, rimborso capitale, ecc.) e della eventuale rilevanza fiscale, lasciando fermo che l’adempimento degli obblighi tributari resta a suo carico e che la società ha adempiuto agli eventuali obblighi di ritenuta o comunicazione previsti dalla normativa. Per ragioni di prova e di ordine societario, la quietanza dovrebbe indicare che sarà allegata al verbale di liquidazione e conservata agli atti della società, con riferimento alla registrazione nei libri sociali e alla possibile esibizione al Registro delle Imprese qualora richiesto. In presenza di più soci che ricevono somme o beni occorre predisporre quietanze distinte per ciascun soggetto o, se si preferisce un documento unico, prevedere l’indicazione nominale e le firme di ciascun socio, chiarendo la quota spettante a ciascuno e la liberazione reciproca. Infine, per atti che comportano trasferimenti di quote o beni immobiliari o per somme rilevanti, è prudente valutare la forma notarile o la presenza di un professionista che autentichi le firme, poiché alcune operazioni richiedono specifiche formalità per avere efficacia oppositiva verso terzi o per essere trascritte nei pubblici registri.

Esempio di testo che può essere adattato alla situazione concreta:

“Per quanto qui di seguito specificato, la società [Ragione Sociale], con sede in [indirizzo], iscritta al Registro delle Imprese di [città] al n. [numero], nella persona del liquidatore [nome e cognome], dichiara e conferma di aver corrisposto in data [data] a favore del socio [nome e cognome], nato a [luogo], il [data di nascita], codice fiscale [codice fiscale], residente in [indirizzo], la somma di Euro [importo in cifre] (euro [importo in lettere]) a titolo di distribuzione finale per effetto della liquidazione della società, come da delibera assembleare del [data delibera], verbalizzata in data [data verbale] e allegata al presente atto. Il socio sopra nominato dichiara di aver ricevuto tale somma in via piena ed integrale mediante [modalità di pagamento: bonifico/assegno/contanti, con riferimento a coordinate o numero assegno e data] e, per sé e per i propri aventi causa, rilascia alla società e ai liquidatori ogni e qualsiasi quietanza e liberatoria, con esclusione di ogni ulteriore pretesa, credito o azione di qualunque natura connessa al rapporto sociale e alla liquidazione sino alla data odierna inclusa. Il socio prende altresì atto della natura della presente distribuzione e si assume ogni responsabilità circa gli eventuali obblighi fiscali ad essa connessi; resta salvo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di ritenute, dichiarazioni e comunicazioni fiscali. Il presente documento verrà allegato al verbale di liquidazione e conservato agli atti sociali.”

Dopo la redazione è consigliabile controllare che tutte le parti abbiano firmato in originale, raccogliere prova del pagamento (copia del bonifico o dell’assegno), registrare la quietanza negli atti della liquidazione e valutare la necessità di ulteriori adempimenti formali (autenticazione delle firme, presenza di testimoni, iscrizione nel Registro delle Imprese) in relazione alla tipologia di società, all’oggetto della distribuzione o alla natura dei beni trasferiti. Per casi complessi, contenziosi preesistenti, trasferimenti immobiliari o dubbi fiscali è prudente rivolgersi a un notaio o a un avvocato esperto in diritto societario per adattare la formula alle esigenze specifiche e garantire efficacia e opponibilità della quietanza.

Modello quietanza liberatoria soci liquidazione

QUIETANZA LIBERATORIA

Il/La sottoscritto/a __________________________________________
nato/a a __________________ il __/__/____, residente in ___________________________
via/piazza __________________________________________, C.F. ________________________,
documento di identità: __________________________________ n. ________________ rilasciato da _______________ il __/__/____,

in qualità di socio/a della società __________________________________________ S.r.l./S.p.A.
con sede legale in __________________________________________, CF/P.IVA ____________________,
iscritta al Registro delle Imprese di __________________ al n. __________, REA ________,

DICHIARA

1) di aver ricevuto in data __/__/____, dal Sig./dalla Sig.ra __________________________________, in qualità di liquidatore/ liquidatrice della predetta società, la somma di euro € __________ (euro _____________________________________________________) a titolo di corrispettivo per la liquidazione della quota/azione sociale di sua spettanza, in esecuzione della delibera assembleare del __/__/____ e delle relative determinazioni del liquidatore;

2) che quanto sopra corrisposto rappresenta saldo e completo pagamento di ogni diritto, credito, indennizzo, rimborso, spettanza o pretesa di qualsiasi natura, presente o futura, connessa alla partecipazione sociale e al rapporto di socio, nonché a qualsiasi titolo vantata nei confronti della società, del liquidatore, degli amministratori e/o di terzi incaricati;

3) di rilasciare, per sé, eredi, aventi causa e/o sostituti, la presente quietanza liberatoria, mediante la quale libera, svincola e tiene definitivamente indenne la società __________________________________________, il Sig./la Sig.ra __________________________________ in qualità di liquidatore/liquidatrice, e i loro successori e incaricati, da ogni e qualsiasi pretesa, richiesta, azione, obbligazione, responsabilità e onere connesso alla liquidazione della quota/azione e al rapporto sociale.

Il/La sottoscritto/a dichiara altresì di non vantare nei confronti della società e del liquidatore ulteriori crediti o pretese, né di aver formulato riserve relative all’attività di liquidazione sino alla data della presente.

Luogo ___________________, lì __/__/____

Firma __________________________________________

(Per identificazione: documento d’identità tipo __________________ n. ________________ rilasciato da _______________ il __/__/____; Codice Fiscale ______________________)

Fac simile liberatoria oneri condominiali

Prima di mettersi alla scrivania, è utile comprendere che una liberatoria degli oneri condominiali non è solo un foglio: è un atto che certifica l’estinzione o la trasferibilità di responsabilità economiche tra parti e che può incidere su diritti patrimoniali. In questa guida troverai indicazioni pratiche per redigere un documento chiaro, completo e formalmente corretto: quali informazioni non possono mancare (identificazione delle parti, descrizione precisa degli oneri, periodo di riferimento, modalità di pagamento), come allegare prove e ricevute e quali formule di dichiarazione usare per evitare ambiguità. Verranno inoltre illustrate le verifiche preliminari consigliate — controllo dei bollettini, richiesta di certificazione all’amministratore o notaio — e i casi in cui è preferibile rivolgersi a un professionista per garantirne la validità legale. Con esempi concreti e suggerimenti di stile, l’obiettivo è permetterti di redigere una liberatoria efficace, tutelando sia chi dichiara di essere esente sia chi vuole la certezza di aver ricevuto il dovuto.

Come scrivere un liberatoria oneri condominiali

Una liberatoria relativa a oneri condominiali è un atto con cui una parte (tipicamente il condominio, rappresentato dall’amministratore o dall’assemblea dei condomini) dichiara di ritenere estinto o non più dovuto, totalmente o parzialmente, un debito connesso alla gestione condominiale oppure rinuncia a far valere un determinato credito nei confronti di un proprietario o di un terzo. Per scriverne una in modo corretto e sicuro è importante curare sia la sostanza che la forma, evitando ambiguità che possano poi dar luogo a contenziosi.

Innanzitutto occorre identificare con precisione le parti: indicare il soggetto che rilascia la liberatoria (nome completo, codice fiscale o partita IVA se si tratta di un soggetto giuridico, carica e poteri dell’amministratore se parla in rappresentanza del condominio), e il soggetto a favore del quale la liberatoria è rilasciata (dati anagrafici, identificazione catastale dell’unità immobiliare quando rilevante). La descrizione dell’oggetto della liberatoria deve essere puntuale: non limitarsi a formule generali ma indicare specificamente quali oneri, per quali periodi e, se del caso, per quali importi si intende rilasciare la rinuncia o la quietanza. Se la liberatoria riguarda somme già versate è preferibile richiamare documenti contabili che comprovino i pagamenti, come ricevute, estratti conto o prospetti riassuntivi firmati dall’amministratore; se riguarda l’estinzione di un debito futuro o potenziale, la formulazione deve chiarire se la rinuncia riguarda soltanto le posizioni conosciute alla data dell’atto o anche eventuali pretese successive afferenti lo stesso periodo.

Il corpo della liberatoria deve contenere una dichiarazione esplicita di ciò che viene rilasciato: ad esempio, la frase con cui il condominio dichiara di prendere atto dell’avvenuto pagamento e di rinunciare a qualsiasi azione per il recupero degli oneri indicati, oppure che il condominio libera l’unità immobiliare da qualsiasi gravame inerente alle spese condominiali fino a una data precisa. È cruciale specificare la portata della liberatoria: se essa intende estinguere definitivamente ogni pretesa, lo si dica chiaramente; se invece copre soltanto somme determinate o debiti risultanti da uno stato preciso, questa limitazione deve emergere senza ambiguità. Occorre altresì precisare se la liberatoria è rilasciata a titolo definitivo o subordinata a condizioni (ad esempio all’effettivo accredito di una somma). Nel caso di liberatoria a fronte di pagamento, inserire la dicitura che attesta che la somma è stata ricevuta, con indicazione dell’importo in cifre e in lettere, della data e della modalità di pagamento.

È utile inserire clausole che disciplinino gli effetti nei confronti dei successori e aventi causa, per evitare che la liberatoria possa essere contestata da eredi o nuovi proprietari: specificare che la dichiarazione vincola non solo le parti firmatarie ma anche i loro successori e aventi causa. Allo stesso tempo è prudente prevedere una dichiarazione sulla completezza dell’informazione: la parte che riceve la liberatoria dovrebbe dichiarare di avere ricevuto tutte le informazioni contabili necessarie e di rinunciare ad ulteriori contestazioni relative al periodo indicato. Se si vogliono escludere passività nascoste o future legate a fattispecie non ancora emerse, la formulazione deve essere molto precisa, ma si deve anche essere consapevoli che la legge può limitare la forza di rilasci così ampi per alcune tipologie di obbligazioni.

Sul piano formale, la liberatoria deve essere redatta per iscritto e sottoscritta dalle parti. Quando chi rilascia la liberatoria agisce in rappresentanza del condominio è fondamentale che sia indicata la base del potere rappresentativo: citare la delibera assembleare che ha autorizzato l’amministratore a compiere la liberazione o allegarne copia se necessaria, oppure dimostrare che l’amministratore ha i poteri statutari o contrattuali per firmare. Per aumentare la certezza probatoria, può essere opportuno fare redigere l’atto in forma di scrittura privata con firma autenticata o di atto pubblico notarile, specialmente se la liberatoria deve essere opponibile a terzi o deve essere trascritta nei pubblici registri. Nel caso in cui la liberatoria sia funzionale a una compravendita immobiliare o a cancellazioni nel registro, è indispensabile verificare eventuali formalità di registrazione o trascrizione richieste dalla normativa vigente.

Gli allegati costituiscono parte integrante della liberatoria: documenti che provano i pagamenti, il prospetto delle spese, la delibera assembleare, copia del regolamento condominiale o certificati che attestino lo stato dei pagamenti sono elementi che rendono l’atto completo e difficilmente contestabile. Anche il modo di notificare o consegnare la liberatoria ha rilevanza pratica: spedire copia tramite posta raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite posta elettronica certificata quando le parti sono soggetti dotati di PEC aiuta a dimostrare la comunicazione e la data in cui la liberatoria ha efficacia.

Dal punto di vista del linguaggio giuridico è consigliabile usare frasi chiare e non ambigue, evitando termini generici che possano dare adito a interpretazioni divergenti. È preferibile indicare date precise, importi sia in cifre sia in lettere, riferimenti catastali e numeri identificativi di eventuali pratiche o conti correnti. Quando la liberatoria contiene rinunce a diritti o cause, è opportuno che la parte rinunciante dichiari di aver compreso le conseguenze della rinuncia e che non agisce sotto costrizione o inganno; tale dichiarazione rafforza la validità dell’atto in caso di contestazioni.

Infine, non va sottovalutata la necessità di un controllo legale preventivo. La materia condominiale può avere implicazioni diverse a seconda della normativa vigente, delle clausole del regolamento condominiale e della delibera assembleare: pertanto, prima di redigere o firmare una liberatoria conviene farla rivedere da un avvocato esperto in diritto condominiale o immobiliare, che possa adattare la formulazione alle esigenze specifiche e verificare la necessità di particolari formalità, trascrizioni o registrazioni fiscali. Un controllo professionale aiuta a evitare frasi troppo ampie che potrebbero rivelarsi inefficaci o, al contrario, la mancata tutela di interessi che si pensava fossero stati definitivamente risolti.

Modello liberatoria oneri condominiali

LIBERATORIA ONERI CONDOMINIALI

Il/La sottoscritto/a [Nome e Cognome dell’Amministratore], in qualità di Amministratore del Condominio denominato “[Denominazione Condominio]”, con sede in [Indirizzo Condominio] e codice fiscale/partita IVA [CF/P.IVA Amministratore], ai sensi del mandato conferitogli dall’assemblea condominiale,

DICHIARA

che, secondo la contabilità e gli archivi amministrativi del Condominio, relativi all’unità immobiliare ubicata in [Comune], via [Via e numero civico], scala [ ], piano [ ], interno [ ], catastalmente identificata al N.C.E.U./N.C.T. foglio [ ], particella [ ], subalterno [ ], intestata a [Nome e Cognome/Denominazione proprietario],

al giorno [gg/mm/aaaa]:

– non risultano debiti pendenti per contributi condominiali, spese ordinarie e straordinarie e oneri accessori riferibili a periodi anteriori alla data sopra indicata; oppure
– risulta un saldo a favore del Condominio di € [importo] inerente a contributi scaduti e non estinti; oppure
– risulta un saldo a credito del proprietario di € [importo] relativo a contributi versati in eccedenza.

(Barrare la voce che interessa e compilare l’importo se del caso.)

La presente liberatoria viene rilasciata su richiesta del/la Sig./Sig.ra [Nome e Cognome richiedente] in data [gg/mm/aaaa], ed è valida esclusivamente per l’uso dichiarato [specificare utilizzo, es. stipula di atto di compravendita, voltura, ecc.]: ______________________________________.

Il rilascio della presente attestazione si basa sui dati in possesso dell’Amministrazione alla data sopra indicata e non preclude la possibilità di successivi accertamenti o rettifiche qualora emergessero elementi non conosciuti al momento del rilascio.

Luogo e data: ______________________, lì [gg/mm/aaaa]

Firma dell’Amministratore
_____________________________
[Nome e Cognome]
Codice fiscale: __________________
Recapito: _______________________

Firma per ricevuta/conferma del richiedente
_____________________________
[Nome e Cognome]
Codice fiscale: __________________
Recapito: _______________________

Fac simile liberatoria patto di non concorrenza​

Redigere correttamente una liberatoria che contempli un patto di non concorrenza richiede equilibrio: proteggere gli interessi legittimi dell’impresa senza eccedere in limiti che ne compromettano la validità o la libertà professionale della controparte. In questa guida troverai i principi fondamentali per strutturare il documento — definire chiaramente le parti, l’oggetto e l’ambito del divieto, determinare durata e limiti geografici ragionevoli, prevedere una controprestazione adeguata e inserire clausole su confidenzialità, sanzioni e rimedi. Verranno offerte indicazioni pratiche per una formulazione chiara e comprensibile, consigli per minimizzare i rischi di nullità e spunti su come adattare il testo alle diverse fattispecie contrattuali. Poiché la disciplina e la loro applicabilità variano sensibilmente in base alla giurisdizione e al caso concreto, questa guida fornisce orientamenti generali: per una validazione finale e per clausole operative è sempre consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato.

Come scrivere un liberatoria patto di non concorrenza​

Immagina di dover scrivere un documento che contempi contemporaneamente una liberatoria e un patto di non concorrenza: l’obiettivo è ottenere, in modo chiaro e sostenibile dal punto di vista legale, la rinuncia a pretese pregresse o presenti e, al contempo, limitare comportamenti futuri del soggetto che potrebbero ledere interessi commerciali legittimi dell’altra parte. Per ottenere un testo efficace e che abbia concrete possibilità di essere fatto valere, occorre costruirlo con metodo, precisione terminologica e rispetto dei principi di proporzionalità e trasparenza richiesti dal diritto del lavoro e dal diritto civile.

Il punto di partenza è identificare con precisione le parti coinvolte e il contesto: il documento deve indicare il nome completo e i dati identificativi di chi concede la liberatoria e di chi la riceve, il ruolo che la persona ha ricoperto (dipendente, collaboratore, consulente) e una breve premessa che spieghi lo scopo dell’accordo (ad esempio, risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e contestuale regolamentazione di obblighi post-contrattuali). Questa premessa non è una formalità: aiuta a contestualizzare la liberatoria e a rendere più facilmente interpretabili le clausole successive.

Nella parte dedicata alla liberatoria, va chiarito quale portata hanno le rinunce. Se si intende ottenere una liberatoria generale per tutte le pretese connesse al rapporto di lavoro fino alla data di sottoscrizione, la formulazione dovrebbe esplicitare che la rinuncia riguarda ogni pretesa, conosciuta o sconosciuta, derivante da rapporti di lavoro, contrattuali o extracontrattuali fino a quella data, con eventuali eccezioni chiaramente indicate (ad esempio obblighi di legge inderogabili, diritti previdenziali o risarcimenti che non possono essere validamente rinunciati secondo la normativa vigente). È buona norma prevedere una dichiarazione mediante la quale la persona dichiari di non avere al momento della firma ulteriori rivendicazioni nei confronti dell’altra parte, salvo quelle espressamente contemplate nell’accordo. Per evitare ambiguità, le somme eventualmente corrisposte a titolo di indennità per la liberatoria devono essere descritte con chiarezza (importo, modalità e tempistiche di pagamento) e considerare se costituiscono controprestazione per la rinuncia a diritti.

La trattazione del patto di non concorrenza richiede grande attenzione alla sua delimitazione, perché le clausole eccessivamente ampie sono spesso inefficaci o annullabili. Il patto deve definire in modo preciso le attività che sono vietate: non è efficace limitarsi a diciture generiche quali “non esercitare attività in concorrenza”, ma è preferibile descrivere le attività o i ruoli lavorativi che rientrano nella proibizione, oppure individuare settori merceologici, tipologie di servizi o prestazioni che con certezza rispecchiano l’ambito d’interesse dell’impresa che chiede la protezione. Allo stesso modo, il territorio interessato deve essere definito con chiarezza. Se l’attività dell’impresa è locale, un divieto a livello nazionale potrebbe risultare sproporzionato; se l’impresa opera a livello internazionale, il divieto dovrà essere coerente con tale dimensione. Anche la durata del vincolo è elemento cruciale: la legge e la giurisprudenza richiedono che il tempo del divieto sia ragionevole e proporzionato agli interessi da tutelare; pertanto il periodo deve essere specificato in termini temporali concreti e motivato rispetto alle esigenze di tutela del know-how o della clientela.

Un aspetto che ha spesso valore decisivo nella valutazione della validità del patto è la previsione di una controprestazione economica. Nella maggior parte dei sistemi giuridici è richiesta una corrispettività adeguata perché il patto sia vincolante: ciò significa indicare chiaramente quale somma, modalità di corresponsione e criteri di calcolo vengono convenuti a favore della persona vincolata dal non concorso. L’economicità del corrispettivo deve essere commisurata alla limitazione imposta e può essere parametrata a fattori come livello professionale, durata e ampiezza territoriale del divieto. Se la non concorrenza viene negoziata alla risoluzione del rapporto, spesso si concorda un pagamento una tantum o rateizzato; se il vincolo è inserito in un contratto di lavoro in corso, il corrispettivo può essere parte integrante della retribuzione o un’indennità specifica.

Nel testo del patto è utile inserire clausole che precisino obblighi accessori: il divieto di sollecitare clienti o dipendenti dell’ex datore, l’obbligo di restituire materiali aziendali, la conservazione della riservatezza su informazioni confidenziali, e l’impegno a comunicare nuove attività professionali rilevanti. Tali obblighi devono essere formulati in modo non ridondante rispetto al divieto principale, mantenendo chiarezza e limitando la portata alle operazioni strettamente necessarie per proteggere l’interesse legittimo dell’azienda. Allo stesso tempo, è opportuno prevedere esclusioni esplicite, ad esempio che non costituiscono violazione del patto attività svolte in forma puramente passiva o investimenti in strumenti finanziari non diretti, oppure stabilire che l’obbligo non si applica a iniziative imprenditoriali radicalmente diverse rispetto al core business tutelato.

Le clausole relative a inadempimenti e rimedi devono bilanciare efficacia e proporzionalità. È possibile prevedere rimedi quali azioni ingiuntive per ottenere la cessazione del comportamento in violazione, risarcimento dei danni o clausole penali. La previsione di una penale può avere funzione deterrente e semplificare la quantificazione del danno, ma la sua entità deve essere ragionevole: in molte giurisdizioni un giudice può ridimensionare una penale manifestamente eccessiva. Inoltre, inserire una clausola di salvaguardia o separabilità consente di mantenere valide le parti efficaci dell’accordo nel caso in cui una disposizione venga dichiarata nulla, prevedendo che eventuali clausole nullità siano sostituite da disposizioni valide che riflettano il più possibile l’intento originario delle parti.

Dal punto di vista della forma, il documento deve essere redatto in modo comprensibile, evitando tecnicismi inutili o frasi ambigue che possano indurre a interpretazioni difformi. È preferibile usare terminologia definita all’inizio del testo per i concetti principali (ad esempio definire “Informazioni Confidenziali”, “Periodo di Non Concorrenza”, “Territorio”), così che ogni riferimento successivo sia univoco. La data di efficacia e la durata devono essere esplicite e la sottoscrizione delle parti, con eventuale attestazione di conoscenza e volontarietà della firma, dovrebbe essere prevista. Se richiesto dalla normativa applicabile, si precisa che il patto di non concorrenza è valido solo se redatto per iscritto e corredato dal corrispettivo pattuito.

Non si può trascurare l’aspetto della conformità normativa: le regole sul patto di non concorrenza variano significativamente tra ordinamenti, sia sotto il profilo dei requisiti formali sia sotto quello dei limiti sostanziali. In particolare, la giurisprudenza tende a scrutinare con attenzione patti che limitano la libertà di lavoro e può considerare nulla ogni clausola che imponga obblighi irragionevoli o che immobilizzi la persona oltre ciò che serve a tutelare interessi effettivi e legittimi. Per questo motivo, ogni testo redatto dovrebbe essere verificato alla luce della normativa locale vigente, tenendo conto di specificità come obblighi di corrispettivo, limiti temporali massimi, o categorie di attività che non possono essere vietate. Nei casi di rapporti con lavoratori subordinati, la bilateralità di alcune garanzie a favore del lavoratore è spesso richiesta: la mancanza di un adeguato corrispettivo o una formulazione troppo ampia possono rendere la clausola inefficace.

In fase di negoziazione è utile che il documento non abbia un tono vessatorio ma rifletta un equilibrio tra gli interessi dell’azienda e la possibilità per la persona di proseguire la propria vita professionale. Argomentare la proporzionalità del divieto rispetto agli interessi tutelati, indicare chiaramente le contropartite e fornire un quadro trasparente sui limiti del vincolo aumenta la probabilità che l’accordo venga accettato senza contenzioso e riduce il rischio di successivi ricorsi giudiziari. Se la liberatoria ha natura reciproca, cioè entrambe le parti si liberano mutualmente da pretese, è opportuno esplicitarne le conseguenze pratiche e definire con precisione le obbligazioni rimaste in capo a ciascuno.

Infine, se desideri trasformare questi principi in un testo concreto, è imprescindibile far valutare la bozza da un legale esperto nella giurisdizione competente prima della sottoscrizione, perché le particolarità normative e la giurisprudenza applicabile incidono profondamente sulla validità e sull’efficacia di una liberatoria combinata con un patto di non concorrenza. Un controllo specialistico permette anche di calibrare quantità e forma del corrispettivo, formulare clausole di penalità adeguate e predisporre le tutele procedurali necessarie per rendere il documento uno strumento realmente operativo.

Modello liberatoria patto di non concorrenza​

LIBERATORIA RELATIVA A PATTO DI NON CONCORRENZA

Tra
1) [Nome e cognome / Ragione sociale] con sede/ domicilio in [indirizzo], codice fiscale/ partita IVA [·], rappresentato/a da [nome del rappresentante], di seguito “Parte Liberante”;

e

2) [Nome e cognome / Ragione sociale] con sede/ domicilio in [indirizzo], codice fiscale/ partita IVA [·], rappresentato/a da [nome del rappresentante], di seguito “Parte Liberata”;

premesso che
– in data [data], tra le parti è stato sottoscritto un accordo denominato “[titolo dell’accordo]” contenente un patto di non concorrenza (di seguito il “Patto di Non Concorrenza”);
– le parti intendono definire definitivamente ogni diritto, obbligo e pretesa derivante dal suddetto Patto di Non Concorrenza;

si conviene e stipula quanto segue.

Art. 1 – Oggetto della liberatoria
La Parte Liberante, con la sottoscrizione del presente atto, concede alla Parte Liberata piena, completa e irrevocabile liberatoria e manleva da qualsiasi azione, richiesta, pretesa, reclamo, responsabilità, danno, costo o onere di qualsiasi natura, presente o futuro, connessi al Patto di Non Concorrenza e all’esecuzione, interpretazione, violazione, risoluzione o cessazione del medesimo, avuto riguardo a fatti accaduti fino alla data di sottoscrizione del presente atto.

Art. 2 – Termine ed efficacia
La presente liberatoria ha efficacia dal [data] e si intende operante per qualsiasi fatto o atto compiuto anteriormente alla medesima data. La liberatoria non opera per fatti successivi alla data indicata, salvo che le parti dispongano diversamente per iscritto.

Art. 3 – Estinzione o modifica del patto di non concorrenza
Le parti dichiarano che, in conseguenza della presente liberatoria, il Patto di Non Concorrenza:
a) è definitivamente estinto ed inefficace, ovvero
b) è modificato secondo i termini concordati nel seguente modo: [descrivere eventuali modifiche: durata residua, ambito territoriale, attività vietate, ecc.].
(Barrare o compilare l’opzione pertinente.)

Art. 4 – Corrispettivo
La Parte Liberante dichiara di avere ricevuto dalla Parte Liberata, a titolo di corrispettivo e transazione, la somma di Euro [·] (in lettere: [·]) e/o altri benefici descritti come segue: [descrizione]. Con l’erogazione del corrispettivo la liberatoria si intende integralmente compensata e soddisfatta.

Art. 5 – Restituzione e cessazione di diritti
La Parte Liberata si impegna a restituire alla Parte Liberante, entro e non oltre [numero] giorni dalla data del presente atto, ogni documento, materiale, dispositivo, informazione riservata o altro bene appartenente alla Parte Liberante connesso al rapporto tra le parti. Contestualmente cessa ogni obbligo residuo ad eccezione di quanto espressamente previsto nel presente atto.

Art. 6 – Dichiarazioni e garanzie
Ciascuna parte dichiara e garantisce:
a) di avere piena capacità di agire e di stipulare la presente liberatoria;
b) che, alla propria conoscenza, non esistono ulteriori fatti, circostanze o pretese non dichiarati che possano compromettere l’efficacia della presente liberatoria.

Art. 7 – Manleva
La Parte Liberante manleva la Parte Liberata da qualsiasi responsabilità, richiesta o azione avanzata da terzi connessa al Patto di Non Concorrenza sino alla data del presente atto, fatto salvo quanto espressamente escluso nel presente documento.

Art. 8 – Riservatezza
Le parti si obbligano a mantenere la massima riservatezza in ordine al contenuto della presente liberatoria e a non divulgarne termini o condizioni a terzi, salvo obbligo di legge o consenso scritto dell’altra parte.

Art. 9 – Nullità parziale
Qualora una o più clausole della presente liberatoria risultassero nulle, invalide o inefficaci, ciò non comporterà la nullità dell’intero atto, che resterà valido ed efficace per le parti nella misura consentita dalla legge. Le parti si impegnano a sostituire la clausola invalida con altra valida che rispecchi il più possibile l’intento originario.

Art. 10 – Spese e oneri
Le spese, le imposte e gli oneri derivanti dalla presente liberatoria sono a carico di [specificare: Parte Liberante / Parte Liberata / entrambe le parti in quota parte].

Art. 11 – Comunicazioni
Ogni comunicazione relativa al presente atto dovrà essere effettuata per iscritto e inviata ai recapiti indicati in epigrafe, mediante raccomandata A/R, PEC o altro mezzo attestabile di consegna.

Art. 12 – Legge applicabile e foro competente
Il presente atto è regolato dalla legge italiana. Per ogni controversia derivante dall’interpretazione, esecuzione o validità della presente liberatoria sarà competente in via esclusiva il Foro di [città], salvo diverso accordo scritto tra le parti.

Letto, confermato e sottoscritto.

Luogo e data: _______________________

Per la Parte Liberante
Nome e cognome / Ragione sociale: _______________________
Firma: _______________________

Per la Parte Liberata
Nome e cognome / Ragione sociale: _______________________
Firma: _______________________

Fac simile liberatoria lavori condominiali​

Redigere correttamente una liberatoria per lavori condominiali richiede equilibrio tra chiarezza e tutela: da un lato bisogna descrivere con precisione l’intervento e gli obblighi delle parti, dall’altro evitare formulazioni che lascino spazio a interpretazioni future. In questa guida troverai un approccio pratico e passo dopo passo per costruire un testo comprensibile e formalmente valido, con gli elementi essenziali da inserire (identificazione delle parti, descrizione dei lavori, ambito della liberatoria, responsabilità e garanzie, durata e modalità di sottoscrizione) e suggerimenti su allegati utili come planimetrie, preventivi e verbali. Presteremo attenzione anche alle formalità che possono influire sulla efficacia del documento — ad esempio sottoscrizioni, testimoni, e, quando necessario, autenticazione notarile o indicazioni per la registrazione — e forniremo esempi di formulazioni chiare e neutre. Ricorda però che le norme condominiali e la disciplina civile possono variare: quanto qui proposto è a scopo orientativo e non sostituisce una consulenza legale; per casi complessi o con rilevanti rischi economici è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista.

Come scrivere un liberatoria lavori condominiali​

Per scrivere una liberatoria per lavori condominiali bisogna procedere con la massima chiarezza e precisione, perché quel documento non è soltanto una ricevuta: è un atto che può interrompere pretese future, regolare responsabilità e incidere sui termini di garanzia. In apertura è fondamentale individuare con esattezza le parti che sottoscrivono la liberatoria: il condominio identificato con la sua ragione sociale o con il nome dell’edificio, l’amministratore che lo rappresenta con i suoi dati, il fornitore o l’impresa esecutrice con partita IVA, sede e riferimenti della persona che firma. Ogni elemento identificativo deve essere espresso in modo inequivocabile per evitare contestazioni sulla legittimazione a firmare o sull’identità delle parti.

La liberatoria deve quindi ricostruire brevemente ma con precisione il contesto: richiamare la delibera assembleare che ha autorizzato i lavori o l’incarico affidato, indicare il capitolato o il contratto originario, specificare l’oggetto dei lavori, le date rilevanti (inizio, ultimazione, collaudo se effettuato) e gli importi pattuiti. Non è sufficiente un generico “lavori eseguiti”: bisogna richiamare le prestazioni principali e, se utile, allegare i documenti tecnici rilevanti (progetto, capitolato, verbali dell’assemblea, certificati di regolare esecuzione, fatture) che restano parte integrante della liberatoria.

La parte centrale del testo riguarda la dichiarazione di pagamento e la rinuncia alle pretese. Se la liberatoria assolve alla funzione di quietanza liberatoria, è opportuno indicare l’importo esatto riscosso, la valuta, la data e il mezzo di pagamento, e dichiarare che tale somma viene riconosciuta “a saldo e completo pagamento” per le prestazioni indicate. Il linguaggio usato per la rinuncia deve essere chiaro: se si intende estinguere ogni ulteriore diritto di rivalsa relativo a quelle prestazioni occorre dirlo esplicitamente, altrimenti conviene formulare la liberatoria in termini più limitati. Occorre anche stabilire se la rinuncia è totale o se intervengono esclusioni, ad esempio riserve esplicite relativamente a vizi occulti o garanzie di legge. È prassi prudente specificare che la rinuncia non pregiudica i diritti riconosciuti dalla normativa imperativa, salvo che non si voglia espressamente rinunciare anche a tali azioni, situazione che richiede attenzione e spesso consulenza legale.

Soprattutto per lavori edili, la redazione deve toccare la questione delle responsabilità per difetti e vizi. Se la volontà è di chiudere ogni contenzioso è possibile prevedere una manleva reciproca e una clausola di rinuncia ad azioni future, ma spesso il condominio preferisce riservarsi la possibilità di agire per difetti occulti che si manifestino successivamente. In tal caso la liberatoria può contenere una formulazione che riconosce l’avvenuto pagamento e la presa in consegna dei lavori “salvo vizi occulti” o “fatta salva l’azione per vizi e difformità previsti dalla legge”, lasciando così inalterati i termini e i rimedi di legge. Se invece si vuole concedere una liberatoria più estesa, occorre valutare le implicazioni sulle garanzie decennali o sulle responsabilità contrattuali, e descrivere con precisione il periodo entro il quale eventuali contestazioni possono essere proposte.

Un altro elemento da non trascurare è la documentazione allegata e la prova di conformità: certificati di collaudo, dichiarazioni di conformità degli impianti, garanzie fidejussorie o polizze assicurative a copertura di eventuali difetti. Se il pagamento finale è subordinato al rilascio di tali certificazioni, la liberatoria dovrà espressamente richiamare che il pagamento è effettuato a seguito della produzione dei certificati e che le stesse rimangono allegate al documento, a tutela del condominio. Viceversa, se la liberatoria viene rilasciata prima della produzione di certificati, è opportuno rendere esplicite le riserve e le condizioni che ne limitano gli effetti.

La forma è importante tanto quanto il contenuto. La liberatoria deve essere datata e sottoscritta dalle persone effettivamente legittimate, con indicazione del ruolo (per esempio “l’Amministratore pro-tempore del Condominio …”). La firma può essere resa davanti a testimoni o autenticata da un notaio se si desidera una maggiore opponibilità e certezza probatoria; in alcuni casi specifici e su richiesta delle parti può essere utile la registrazione dell’atto. È inoltre consigliabile conservare copia delle firme, delle deleghe assembleari che autorizzano l’amministratore e del verbale di approvazione dei lavori, così da documentare la correttezza dell’operazione.

Lo stile del testo deve evitare ambiguità: termini come “saldo”, “definitivo”, “a titolo di acconto”, “a saldo e stralcio” hanno conseguenze diverse e vanno impiegati con piena consapevolezza. Allo stesso modo è utile prevedere, se le parti lo desiderano, una clausola sulle spese e sugli oneri di giudizio: una previsione che attribuisca le spese legali alla parte soccombente può scoraggiare contenziosi inutili, ma va calibrata in base alla legge applicabile.

Infine, prima di predisporre e sottoscrivere una liberatoria dai forti effetti esonerativi, è prudente richiedere un parere legale. Ogni situazione è unica: la tipologia dei lavori, la presenza di garanzie assicurative, la natura delle contestazioni potenziali e le delibere assembleari possono richiedere soluzioni diverse. Un avvocato o un consulente esperto potrà verificare la correttezza formale e sostanziale del testo, suggerire eventuali riserve da inserire e assicurare che la liberatoria non pregiudichi diritti irrinunciabili o faccia nascere responsabilità involontarie.

Se vuoi, posso proporti una bozza esemplificativa di testo da adattare al caso concreto, indicando le parti essenziali da inserire e le formule linguistiche più efficaci per esprimere le rinunce o le riserve che ritieni opportune.

Modello liberatoria lavori condominiali​

LIBERATORIA PER LAVORI CONDOMINIALI

Tra
1) Il Condominio [Denominazione del Condominio], sito in [Indirizzo completo], codice fiscale/partita IVA [●], rappresentato dall’Amministratore pro tempore Sig./Sig.ra [Nome e Cognome] (di seguito, “Condominio”);

e
2) Il Sig./La Sig.ra [Nome e Cognome], nato/a a [Luogo], il [Data di nascita], residente in [Indirizzo], proprietario/a dell’unità immobiliare sita in [Indirizzo/unità], codice fiscale [●] (di seguito, “Proprietario”);

e, se del caso,
3) L’Impresa esecutrice [Ragione sociale], con sede in [Indirizzo], partita IVA [●], nella persona del legale rappresentante Sig./Sig.ra [Nome e Cognome] (di seguito, “Impresa”).

Premesso che
– con contratto/incarico in data [Data] sono stati affidati/direttamente eseguiti i lavori di: [Descrizione dettagliata dei lavori condominiali];
– i lavori sono stati ultimati in data [Data di ultimazione] e, con la presente, si procede a regolare lo stato delle obbligazioni e delle eventuali pretese residue.

Si conviene e stipula quanto segue:

1. Dichiarazione di avvenuta esecuzione e pagamento
Il Proprietario dichiara di aver preso visione delle opere realizzate e di ritenersi soddisfatto in relazione ai lavori sopra descritti, eseguiti nell’ambito delle parti comuni/individuate come da progetto e/o delibera condominiale. Il Proprietario dichiara altresì di aver ricevuto dall’Impresa/Condominio ogni informazione necessaria e di aver incassato/effettuato il pagamento a saldo dell’importo dovuto, pari a Euro [Importo] (lett. [Importo in lettere]), con valuta in data [Data pagamento] e modalità [contanti/bonifico/assegno, ecc.].

2. Liberatoria generale
Con la sottoscrizione del presente atto, il Proprietario rilascia e libera irrevocabilmente il Condominio e l’Impresa da ogni pretesa, azione, domanda, richiesta di risarcimento danni, penali, interessi, oneri o spese di qualunque natura, connessi o derivanti, anche indirettamente, direttamente od indirettamente, ai lavori eseguiti fino alla data odierna, fatti salvi esclusivamente i diritti e le garanzie espressamente previste dalla legge in materia di vizi occulti e garanzia di conformità, ove non espressamente esclusi dal presente atto.

3. Manleva
Il Proprietario manleva e tiene indenne il Condominio e l’Impresa da qualsiasi richiesta di terzi, rivendicazione, rivalsa, procedimento giudiziale o stragiudiziale derivante dai lavori sopra descritti, fatta eccezione per quelle fattispecie derivanti da dolo o colpa grave dell’ente liberato.

4. Rinuncia
Il Proprietario dichiara di rinunciare sin d’ora a formulare qualsiasi ulteriore richiesta, pretesa o azione, sia di natura contrattuale che extracontrattuale, concernente i lavori di cui al presente documento, relativi al periodo antecedente la data di sottoscrizione del presente atto.

5. Conservazione delle garanzie
Le parti convengono che la presente liberatoria non incide sulle garanzie normative obbligatorie in capo all’Impresa per vizi occulti o difformità che dovessero emergere successivamente alla data odierna, fermo restando quanto espressamente dichiarato nella clausola 2 (salvo diversa pattuizione scritta).

6. Spese e oneri
Le spese connesse alla stipulazione del presente atto, salvo diverso accordo, restano a carico di [indicare parte che assume le spese: Condominio/Proprietario/Impresa].

7. Foro competente
Per qualsiasi controversia relativa all’interpretazione, validità ed esecuzione della presente liberatoria sarà competente il Foro di [Città], salvo competenze inderogabili di legge.

8. Comunicazioni
Ogni comunicazione relativa al presente atto dovrà essere effettuata per iscritto e inviata ai recapiti indicati in epigrafe o a eventuali altri recapiti comunicati per iscritto successivamente.

Letto, confermato e sottoscritto.

Luogo: ______________________ Data: ______________________

Per Il Condominio
Nome e Cognome dell’Amministratore: ______________________
Firma: ______________________

Per Il Proprietario
Nome e Cognome: ______________________
Firma: ______________________

Per L’Impresa (se presente)
Ragione sociale: ______________________
Nome e Cognome del legale rappresentante: ______________________
Firma: ______________________

Allegati:
– Copia documento d’identità delle parti (se richiesto)
– Copia del contratto/ordine di lavoro n. [●] del [Data]
– Relazione di fine lavori / verbale di collaudo n. [●] del [Data]

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