Quali Sono i Vantaggi del Corporate Blogging

Una delle maggiori domande che le persone fanno sul corporate blogging è: «Quali sono i vantaggi per le imprese che bloggano?».

Il maggior timore è quello di investire forze e risorse senza riscontrare nessun vantaggio. Qui di seguito 9 benefici ottenibili attraverso l’uso del corporate blog

1. Attirano sempre più traffico verso di voi

Dal punto di vista prettamente tecnico, i blog in realtà sono semplicemente dei sistemi di gestione dei contenuti.

Scrivendo frequentemente, darete rapidamente un’accelerata al vostro business, costruendo possibilmente un archivio ricco di articoli con relativi termini di ricerca sul vostro settore e prodotto. Il contenuto è cibo per gli spider dei motori di ricerca e gli archivi sono come un invito a banchettare.

Dal momento che li avrete alimentati bene, loro sicuramente ricambieranno il favore portandovi tanto traffico!

2. Essenziale per lasciare un segno nel vostro settore

I dirigenti lottano tutti i giorni per imporre la propria azienda sul mercato. Quindi non hanno molto tempo per accendere il pc e buttare giù i loro pensieri.

In realtà il corporate blog aiuta a sviluppare la visione aziendale e ricevere immediatamente consensi e feedback sull’operato in azienda. Il blog nel tempo diverrà punto di riferimento di tutto il settore, concorrenti compresi.

3. Comunicano e pubblicano all’istante senza dipendere da nessuno

I blog offrono l’opportunità di pubblicare in un’istante. Le imprese solitamente hanno bisogno di scrivere un articolo completo e poi trasmetterlo attraverso i mezzi tradizionali e attendere che venga pubblicato nelle 24 successive. Con il blog invece, tutto è istantaneo.

Questo lo rende uno strumento di aggiornamento molto potente, ideale per la gestione delle crisi. E’ come acquistare una sorta di assicurazione.

4. Aiutano i clienti a impegnarsi in una conversazione e contribuire alla creazione di nuove relazioni

creazione-relazioni

I corporate blog contribuiscono e facilitano la creazione di relazioni con relativo aumento della fiducia da parte del cliente. Le email a volte sono efficaci, ma usate singolarmente rischiano di distruggere il rapporto tra azienda e consumatore.

5. Umanizzano la voce aziendale

Umanizza la voce aziendale

Merito della capacità di entrare nelle conversazioni, in contrapposizione alla scrittura giornalistica, il corporate blog pone una voce umana nella società.

Non so voi, ma io preferisco parlare con l’uomo piuttosto che le macchine automatizzate e la segreteria telefonica.

6. Aiutano a mostrare al mondo che non si hanno segreti

A nessuno piace trattare con le persone che tengono segreti e si rifiutano di rivelare ogni aspetto personale. Non sto dicendo che le imprese debbano raccontare tutto. I segreti aziendali sono necessari, e possono essere mantenuti, con un’adeguata formazione del personale e una corretta politica di blogging.

Un corporate blog distoglie dalla mente del cliente l’idea di qualche segreto o inganno. Tutto questo genera fiducia.

7. Offrono un’eccellente servizio clienti

Come canale di comunicazione diretto, il corporate blog fornisce un mezzo per sollecitare la ricezione di feedback da parte dei vostri clienti e di capire le loro esigenze. Nel tempo l’azienda potrà creare prodotti e offrire servizi conformi al mercato.

8. Sono una differenziazione rispetto ai siti web

Ebbene, la situazione potrebbe cambiare, ma a giudicare dai siti che oggi vedo, vorrei chiedere alle aziende che ne sono in possesso se abbiano veramente bisogno di un sito web.

Un corporate blog offre visibilità, mette il fiato sul collo alla concorrenza, rende diverso il processo comunicativo.

9. Incoraggiano a scoprire quale sono le persone e le aziende che parlano di voi

Un corporate blog non rappresenta soltanto il mantenimento di un archivio di articoli, ma anche il monitoraggio della blogosfera, dove è necessario essere al posto giusto al momento giusto per affrontare le questioni più importanti e urgenti.

Il monitoraggio della blogosfera non è più una scelta, a mio parere. Se non avete conoscenza di ciò che si dice su di voi, il tempo trasformerà radicalmente il vostro business, penalizzandolo notevolmente.

I vantaggi sono quindi numerosi.

Come Cambiare Assegni Senza un Conto Corrente

Non ho conto corrente e non voglio aprirlo. Sono un dipendente pagato con assegno bancario. La banca emittente si rifiuta di cambiarmi l’assegno per un loro regolamento interno. Cosa posso fare?

L’assegno bancario è uno titolo di credito che consente al titolare di un conto corrente bancario (o postale) di pagare una somma di denaro già disponibile sul proprio conto corrente bancario.

In sostanza, l’assegno bancario è equiparato ad una cambiale tratta in cui il traente (il correntista) ordina alla banca in cui ha radicato il conto corrente (trattaria) di pagare la somma di denaro indicata nell’assegno al terzo soggetto che lo presenta all’incasso (beneficiario).

Del resto, dal sito internet della stessa Banca d’Italia si legge: “L’assegno bancario è un titolo di credito pagabile a vista contenente l’ordine impartito da un correntista alla propria banca di pagare a terzi (o a se stesso) una somma di denaro. In termini tecnici si parla del traente che ordina al trattario di pagare un beneficiario.”

L’assegno bancario deve essere presentato al pagamento nel termine di 8 o 15 giorni dall’emissione a seconda che sia pagabile nello stesso comune di emissione ovvero in altro comune dello Stato.

Salvo eccezioni sulla corretta compilazione dell’assegno, la banca trattaria non può in alcun modo rifiutarsi di pagare l’importo al beneficiario in quanto il medesimo titolo costituisce per la stessa banca un obbligo giuridico.

Se però l’assegno è presentato allo sportello di una banca diversa da quella trattaria, è normale che per l’incasso occorre attendere l’esito della disponibilità dei fondi che viene regolata presso la stanza di compensazione in cui le banche inviano tutti gli accrediti di assegni, in modo da verificare che non si tratti di un assegno scoperto.

In tale circostanza, dunque, è corretto richiedere al cliente l’attivazione di un conto corrente bancario per la negoziazione dell’assegno presentato all’incasso. Ma, come detto, deve trattarsi di altra banca.

Perciò, per avere il cambio in contanti dell’assegno bancario è sufficiente recarsi alla banca trattaria, meglio se alla stessa filiale trattaria che appare sul medesimo assegno.

In caso di rifiuto, è meglio farsi rilasciare una motivazione scritta da parte della banca.

Infine, il pagamento in contanti non può essere rifiutato nemmeno se si supera l’attuale limite dei 1.000 euro dal momento che l’operazione è già tracciata.

Blog Aziendale e ROI

Oltre al timore dei commenti negativi, quello di cui le aziende hanno maggiori preoccupazioni è la convinzione che il blogging richieda tempo senza produrre alcun ritorno sugli investimenti (ROI).

L’argomento è di vitale importanza per un’azienda. Bisogna tenerne conto se si guarda ai prodotti e ai servizi piuttosto che alla valutazione degli strumenti di comunicazione.

Se analizziamo la cosa con maggior obiettività, ci accorgeremo che non vi è alcun ROI attribuibile al valore di un viaggio di tre giorni dell’amministratore delegato per la partecipazione a un convegno di dirigenti dove parla per 20 minuti.

Direi la stessa cosa per un comunicato stampa gestito da un’agenzia, un sito aziendale, una fredda brochure cartacea.

Fare un’analisi del valore sul ritorno sugli investimenti attraverso un foglio di calcolo elettronico, non è cosa semplice. Il blogging potrebbe essere considerato come costo da attribuire alla diffusione del marchio, se si definisce il marchio come il modo in cui le persone vedono l’azienda.

Firefox, usò il blog come caposaldo di una campagna basata sul passaparola con cui generò 60 milioni di sottoscrizioni in poco più di sei mesi. In questo caso, il blog ottenne un successo incredibile, laddove un’inserzione pubblicitaria di due pagine sul New York Times aveva prodotto pochissimi download.

I blog non sono chiamati per generare entrate di denaro in maniera diretta. Sono estremamente validi nel generare il brusio del passaparola, lo strumento più valido per attirare masse di nuovi clienti con cui incrementare le vendite.

Come Valutare l’Apertura di un Blog Aziendale

L’obiettivo di questa guida, è quello di aiutare le imprese a valutare l’ipotesi di aprire o meno un blog aziendale. Se siete giunti fino a qui, probabilmente è quello che vorreste sapere.

In questo caso, le ipotesi sono due: o avete saltato la fase di consigli oppure vorreste ancora del tempo per pensarci sopra.

A volte, le aziende appaiono troppo entusiaste nell’avere a disposizione dei mezzi di comunicazione sociale e tutto ciò che fanno è tirare fuori strategie senza misurarne i risultati.

Qui di seguito, ci sono alcune cose su cui dovreste riflettere prima di aprire un blog aziendale:

Abbiamo davvero bisogno di un blog aziendale?
Personalmente, direi che ogni azienda che si rispetti, debba relazionarsi con i propri clienti attraverso un blog. Ma questo è il vostro business, non il mio. Siete voi ad avere l’ultima parola.

Alcune persone sono condizionate, non tanto dal blog aziendale ma dal desiderio di stare al passo con la concorrenza. Questa è una buona ragione perché dimostra la volontà di mantenersi alla pari con le altre imprese.

Al tempo stesso, le aziende che vogliono un blog soltanto per offrire un’immagine trendy, non credo che abbiano una grande motivazione e i numeri per mantenere il blog in buone condizioni.

Ricordatevi che una volta iniziato a bloggare, non si può tornare indietro. Si certo, potreste chiudere il vostro blog aziendale, ma avete preventivato cosa potrebbe significare questa scelta agli occhi dei clienti?

Dovrete investire tempo e risorse per fare in modo che il blog funzioni sempre a vostro vantaggio.

Qual’è la prima cosa a cui dobbiamo far fronte per tenere un blog aziendale?
Come detto precedentemente, avete bisogno di investire tempo e risorse per mantenere un blog funzionale. Pertanto, avete tempo per la ricerca di risorse da utilizzare a questo scopo? Avete in azienda un blogger a cui delegare il compito di mantenere il blog?

Qualora non vi sia una figura specifica, avete i soldi da investire per assumere un blogger esterno capace?

Come reagiranno i nostri lettori?
Questa è questione importante perché aiuta a predire il destino del vostro blog aziendale. È possibile farlo utilizzando diversi strumenti di monitoraggio come Google Search Blog e attraverso siti come Technorati.

Utilizzando il nome dell’impresa come parametro di ricerca, sarete in grado di trovare altre aziende alle prese con il blogging e ricevere un assaggio di quello che gli altri stanno pensando o dicendo circa il vostro settore.

Una volta che siete in grado di ottenere tali risultati, potete tranquillamente valutare se aprire o meno un business blog di vostra proprietà.

Come Investire Durante la Crisi

Se sei stufo di lasciare i tuoi soldi sul conto corrente a tassi nulli o irrisori, ma nello stesso tempo temi il cambiamento e non ti sai orientare nella miriade di offerte che ti vengono proposte da banche e assicurazioni, qui ti suggeriamo semplici regole da seguire, valide sempre, per non fare mai l’investimento sbagliato e dormire sonni tranquilli.

500 miliardi di euro fermi nel conto corrente
E’ di recentissima pubblicazione un articolo sul quotidiano Sole24 ore che fa un’analisi di quanti soldi gli italiani hanno sul conto corrente bancario e postale: quasi 500 miliardi il dato rivelato, circa 147.000 euro pro-capite.

A dispetto della crisi finanziaria e del lavoro, gli italiani hanno ancora molta liquidità potenzialmente da investire, risparmi accumulati dai giovani lavoratori del welfare state post seconda guerra mondiale. Per quale motivo però questo denaro viene lasciato dormiente e non investito in titoli di stato, buoni fruttiferi, conti deposito? Il motivo principale è: la paura.

Le esperienze che ci vedono coinvolti nel crack finanziario Parmalat e un po’ meno con i bond argentini spaventano gli italiani che pensano, giustamente, a proteggere il proprio capitale piuttosto che cercare interessi.

Capitale garantito e interesse? Certo che si può
Se è un dato di fatto in finanza che un tasso elevato equivale ad un rischio maggiore, avrebbe dovuto far pensare non poco gli interessi fino al 14% che offrivano i bond argentini prima del fallimento.

Molto spesso gli investitori poco prudenti si ritrovano nei guai per un motivo: sono poco informati dei rischi a cui vanno incontro e si fidano delle parole di promotori bancari di dubbia professionalità e trasparenza. Per conoscere le banche più sicuri vedi Rating conti depositi.

Il web, attraverso i forum e i siti specializzati, è invece una fonte di ricerca incredibilmente utile e le offerte degli ultimi anni sono assolutamente vantaggiose sia che si parli di conto corrente, conto deposito e ultimamente anche le polizze vita di gruppi importantissimi come Generali e Unipol si stanno orientando all’online abbattendo i costi di agenzia. Risultato e vantaggio per il risparmiatore? Tassi più alti e costi azzerati.

Le 5 regole di ogni investimento sicuro
Il capitale garantito
Sembra scontato quando si parla di obbligazioni, depositi o polizze ma non sempre lo è. Parliamo per esempio di un BTP scadenza 5 anni. In questo caso essendo un titolo di debito emesso dallo Stato Italiano abbiamo la certezza alla fine dei 5 anni del nostro capitale più la cedola annuale dal risultato delle aste.

Il capitale non è però garantito in caso di rimborso anticipato in quanto il valore di mercato del titolo potrebbe essere, durante la durata del prestito, inferiore al valore nominale istituzionalmente convenzionalmente sotto il 100. Il discorso del rimborso anticipato è molto importante per far fronte agli imprevisti della vita, ciò non vuol dire che si sconsiglia un investimento in titoli di stato, ma semplicemente bisogna tenere conto di questo aspetto.

Allo stesso modo un conto deposito può prevedere lo svincolo anticipato o meno, sapere cosa si sottoscrive ci mette al sicuro.

Chi garantisce, la normativa e i costi
Ok ho deciso che farò un investimento a capitale garantito a scadenza preservandomi la possibilità di riscattare anticipatamente senza perdite. Ma ben diverso è avere la garanzia del FITD o della CDP (cassa depositi e prestiti) rispetto a quella di una società, per quanto questa sia importante. In questo senso il conto deposito o i buoni fruttiferi postali sono più sicuri di una obbligazione societaria a capitale garantito.

La normativa Fitd per esempio tutela anche in caso di default di una banca, perché i depositanti sono tutelati da un fondo interbancario, fino a 100.000 euro. Superare quella cifra espone a rischi. Infine i costi collegati all’investimento: i costi molto alti di caricamento o riscatto di quasi tutte le polizze vita sul mercato potrebbero incidere e non poco anche sul versamento iniziale, oltre che non dare interessi e vincolarci per molti anni all’assicurazione.

La durata dell’’investimento
Risulta essere fondamentale avere le idee chiare di quanto si vuole far durare un investimento. Per una durata breve (12-24 mesi) un conto deposito, per le sue caratteristiche, è la scelta ottimale, per una durata media (3-5 anni) ci sono polizze vita come quelle online di Genertellife o Linearlife che non hanno alcun costo e hanno il vantaggio della gestione separata, svincolo anticipato e senza penali per il riscatto. Stesso suggerimento è valido per i PAC (piani di accumulo capitale).

Per lunghe durate (oltre 5 anni) i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione rappresentano la garanzia su tutto (protezione dall’inflazione, capitale garantito, sia alla scadenza che allo svincolo).

Battere l’inflazione
Se consideriamo la media degli ultimi 10 anni (2%) e quella degli ultimi 20 anni (2,5%) dell’inflazione italiana (dati ISTAT) il tasso da scegliere al netto di ogni costo, tassazione compresa, non dovrebbe stare al di sotto di questi valori. Con WeBank vincolato a 12 mesi, 2,4% netto, siamo tranquilli.

Diversificazione ovvero suddividere il capitale disponibile in più parti
Partendo da una base di 100, 20% potrebbe per esempio essere destinato ad un deposito libero, un altro 30% ad un deposito vincolato massimo 24 mesi, il restante 50% tra bfpi e una polizza vita accuratamente scelta, per esempio Sicuramente di Genertellife. In questo modo si otterranno tutti i benefici offerti da ogni forma di investimento, senza rischiare nulla.

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