Come Lavorare in Africa

Come si è già accennato molti paesi dell’Africa sono tra i più poveri del mondo, tuttavia alcuni presentano invece un tenore di vita occidentale – come il Sudafrica, Capo Verde, Botswana – mentre altri hanno un tasso di crescita veloce, ad esempio la Nigeria, il Kenya o il Mozambico. Sono dunque i paesi di questo genere a poter offrire più occasioni e prospettive anche agli occidentali che hanno l’intenzione di svolgere un’esperienza lavorativa in Africa.
Internet anche in questo caso viene in aiuto: la maggior parte dei siti a cui fare riferimento è in lingua inglese.

Un portale utile da consultare è AfricaGuide, che in modo trasversale offre informazioni sull’Africa da visitare e da vivere. C’è dunque un’ampia sezione “Work in Africa” dove si dedica innanzitutto ampio spazio al volontariato, ma in cui è presente anche un’interessante lista di link utili. C’è infatti una pagina dove sono catalogati i principali motori di ricerca di impiego, ogni indirizzo è accompagnato da una breve descrizione del sito a cui si riferisce.

Per una panoramica sulle prospettive di impiego in tutto il continente si può guardare il portale CaGlobal che cataloga le offerte di lavoro di tutti i paesi africani e offre “recruitment services”. Non c’è bisogno di registrarsi al sito, l’utilizzo delle pagine è facile ed immediato. Dall’homepage infatti è possibile selezionare il paese di proprio interesse, cliccando sul disegno della cartina dell’Africa, oppure scegliere dall’elenco sulla sinistra la professione di proprio interesse. Utilizzando questo secondo metodo e scegliendo qualsiasi tipo di lavoro proposto si accederà a una scheda di presentazione e una tabella degli ultimi annunci inseriti. La candidatura non avviene online: non occorre cioè compilare un formulario, ma ogni annuncio è completo dell’indirizzo mail a cui inviare il curriculum vitae.

Anche il sito GoAfrica offre validi spunti: nella sezione lavoro vengono citati sia i campi di volontariato che le occasioni di lavoro vero e proprio, ma in ogni caso si tratta di offerte rivolte a un utente internazionale. Anche in questo caso non è necessaria la registrazione, il sito infatti non pubblica direttamente annunci ma rimanda ad altri siti di cui si possono trovare i link organizzati per settore merceologico o tipo di professione.

Tra i portali geograficamente trasversali, c’è infine FindAJobInAfrica. Il sito è assolutamente intuitivo: un comodo motore di ricerca posizionato in homepage permette di selezionare gli annunci di lavoro per professione, regione, area. Sempre in homepage sono pubblicati gli ultimi annunci inseriti. Iscrivendosi gratuitamente, inoltre, è possibile depositare il proprio CV in una banca dati online a uso delle aziende.
Occorre poi ricordare che molto spesso chi decide di trasferirsi in Africa, non cerca un’opportunità di lavoro dipendente, ma al contrario prova ad avviare un’attività imprenditoriale: sono storie che capita di leggere molto frequentemente su Italiani in Marocco, la community di riferimento per tutti gli espatriati non solo in Marocco ma nell’Africa settentrionale in genere.

Come Cercare Lavoro Online

Purtroppo in molti Paesi in particolare in Italia il mercato del lavoro si basa su un aspetto prettamente economico ( lo stipendio ), piuttosto che qualitativo e professionale. Ovviamente molto dipende anche dal tipo di lavoro e dal singolo caso, Internet è sicuramente un ottimo mezzo, anche se come tutti sappiamo, in generale trovare lavoro non è semplice, e perciò è necessario un impegno costante e programmato. La rete offre varie opportunità, che vi permetteranno di cercare il lavoro che fa per voi.

I social networking: esistono diversi tipi di social network davvero interessanti per la ricerca del lavoro. I network professionali come Linkedin, Xing, Viadeo, Spoke, vi permettono di sfruttare diverse funzionalità. Vi sono anche i social network più popolari che pur non essendo creati appositamente a questo scopo possono divenire comunque un ottimo strumento di ricerca, come nel caso di Twitter e Facebook.

I siti per il recruiting online: sono davvero tantissimi alcuni buoni e altri meno. Tra i migliori troviamo: Monster, Infojobs, che sono gratuiti per un uso base; un sito tra quelli a pagamento abbastanza funzionale è Cambio Lavoro. Interessanti anche il sito Concorsi.it per i concorsi pubblici appunto, e anche alcuni siti stranieri che hanno posizioni per l’ Italia: CWJobs e Jobserve.

I BOT: rappresentano una soluzione ultrafunzionale che risolve uno dei maggiori problemi nella ricerca del lavoro su internet, quella del controllo costante. Dopo la registrazione avrete un mezzo efficace che cercherà gli annunci per voi, e ve li fornirà senza dover effettuare estenuanti ricerche. Due tra i migliori siti che offrono questo servizio sono: Jobcrawler e Jobrapido.

Dunque è fondamentale che vi rivolgiate a più siti, e non soltanto ad un paio. Inoltre, oltre ai portali di interscambio, una buona soluzione è quella di proporsi direttamente alle aziende ( almeno quelle che riguardano le attività e l’area geografica che vi interessa ), che di solito hanno sui propri siti una sezione dedicata: il famoso “Lavora con noi”, che permette ai candidati di offrirsi.

Inviando il proprio curriculum vitae attraverso la posta elettronica, ricordate sempre di inviarlo ad un’azienda per volta. Il curriculum che state inviando, dovrà essere aggiornato, e ricco di parole chiave che lo rendano interessante. Ricordate che ogni sito di recruiting colleziona migliaia e migliaia di candidature.

Quando vi registrare ai singoli portali, sfruttate l’ utile servizio di newsletter: vi verranno inviate periodicamente al vostro indirizzo di posta elettronica le offerte di lavoro che più si avvicinano ai parametri indicati al momento della registrazione.

Come Affrontare il Colloquio di Lavoro Correttamentee

Ci siamo! Abbiamo convinto i selezionatori, e ci hanno convocato per un colloquio. In questa (come in altre simili circostanze) la prima impressione è quella che conta, e si manifesta nei primissimi minuti di scambio verbale con una persona. Dobbiamo quindi essere capaci di giocarci le nostre carte fino in fondo, puntando (anche) sulla nostra immagine. Il che non vuol dire presentarsi come se dovessimo andare ad una cena di gala, ma curati al punto giusto e con un tocco di personalità nel vestire, che non guasta mai.

Parola d’ordine: discrezione
Innanzitutto è importante indossare capi di abbigliamento pratici e comodi. Assolutamente da evitare gli spacchi profondi, i tacchi vertiginosi, le scollature eccessive, la pancia scoperta, la minigonna inguinale. L’immagine deve essere curata, ma discreta. Niente gioielli vistosi e che tintinnano, mentre vanno benissimo pendenti sottili, un punto luce, un braccialetto. E’ un’occasione nella quale vanno esaltate le proprie potenzialità professionali, non certo quelle fisiche. Per quanto riguarda i tacchi, sono ammessi a patto che non superino i sette centimetri di tacco. Altrimenti c’è il rischio che l’andatura diventi vacillante e poco elegante. Quando si sostiene un colloquio di lavoro, è indispensabile guardare l’interlocutore dritto negli occhi. Guardarsi intorno dà un’idea di vaghezza ed è tipica di chi si sente in difficoltà. Meglio comunicare con spontaneità il proprio stato d’animo, quindi se ci si sente imbarazzati o a disagio è consigliabile dirlo in maniera esplicita. Il selezionatore cercherà di assumere un contegno meno formale alleggerendo un po’ il tono della conversazione.

Con un tailleur blu o grigio non si dovrebbe sbagliare, ma non è una regola fissa, perché dipende dall’ambiente per il quale ci si propone. Il tailleur, essendo un capo di abbigliamento piuttosto classico, è indicato per un ambiente di lavoro tradizionale (per esempio un ufficio), mentre stona un po’ se ci proponiamo all’interno di in’azienda di grafica o come creativa nel terziario avanzato. E’ sempre meglio informarsi dell’ambiente di lavoro prima di presentarsi al colloquio. Per quanto riguarda l’abbigliamento maschile, anche qui va considerato il luogo di lavoro per il quale ci si propone. Indossare la cravatta se non si è abituati può creare un effetto goffo ed imbarazzato, per cui meglio optare per qualcosa di semplice ma raffinato. Una camicia chiara su un completo blu o grigio farà la sua bella figura, esaltate da un atteggiamento disinvolto e naturale. Tutto ciò che è artificiale perché non spontaneo (andatura, sorriso, atteggiamenti in genere) di sicuro non fa un buon effetto sui “cacciatori di teste”, abituati a vederne di tutti i colori.

La comunicazione “non verbale”
Rappresenta almeno il 70% della comunicazione in generale, e comprende tutto ciò che non rientra nella comunicazione legata alle parole: mimica facciale, gesti con le mani, sguardi. Gli esperti della comunicazione le attribuiscono una grande importanza, e ovviamente deve essere coerente con quella verbale. I selezionatori sono molto attenti a cogliere le eventuali discrepanze tra una e l’altra, perché in genere sono indice di scarsa personalità e determinazione. Bisogna prestare molta attenzione a non gesticolare eccessivamente, a guardare l’interlocutore negli occhi, a rispondere con calma senza agitarsi, scandendo bene le parole. E’ bene non anticipare ciò che il selezionatore vuole chiederci, ma aspettiamo che sia lui a porci le domande, alle quali risponderemo senza “uscire fuori traccia”, cioè in modo pertinente e senza diventare prolissi. Se notiamo che il selezionatore entra troppo nel personale e questo ci infastidisce, possiamo dirglielo senza problemi, ma non con tono polemico e aggressivo. Possiamo anche rifiutarci di rispondere a domande che riguardano la nostra privacy, e spostare l’attenzione piuttosto sulle competenze professionali e le aspettative che abbiamo riguardo ad una professione. Attenzione alle domande trabocchetto, che di sicuro non mancheranno, e servono a capire quanto si è capaci di reagire alle situazioni impreviste. In bocca al lupo!

Come Scrivere la Lettera di Accompagnamento per Trovare un Lavoro

Trovare lavoro in tempo di crisi già è difficile, e lo è ancora di più se assieme al Curriculum Vitae non si allega la lettera di presentazione. L’errore più comune di chi cerca lavoro infatti è la “standardizzazione”, ovvero l’idea che per trovare lavoro basta preparare un Curriculum uguale per tutte le aziende e inviarlo

Trovare lavoro in tempo di crisi già è difficile, e lo è ancora di più se assieme al Curriculum Vitae non si allega la lettera di presentazione. L’errore più comune di chi cerca lavoro infatti è la “standardizzazione”, ovvero l’idea che per trovare lavoro basta preparare un Curriculum uguale per tutte le aziende e inviarlo in blocco. Per avere successo nella ricerca di un lavoro, è necessario modificare il Curriculum per ogni azienda, cambiando magari un po’ la struttura, il design e mettendo in primo piano le esperienze e gli studi più richiesti da quell’azienda.

Molto importante quando si invia un Curriculum Vitae è anche la lettera di presentazione, da allegare sempre, in ogni caso. In questo modo ci si può presentare meglio, ci si mostra più professionali e soprattutto si hanno maggiori probabilità di essere selezionati per un eventuale colloquio di lavoro. Nella lettera di presentazione, oltre a presentarsi in poche righe, il candidato deve dimostrare di sottolineare in sintesi le proprio attitudini e capacità che l’azienda sta cercando, mostrandosi come la persona giusta al momento giusto.

Un elemento importante da tenere in forte considerazione è il metodo di scrittura della lettera di presentazione: lasciate perdere il computer, scrivetela a mano. Darete in questo modo un tono più personale alla lettera, e darete la possibilità alle aziende di fare un’analisi grafologica per capire al meglio la vostra personalità e potenzialità. Il contenuto della lettera d’accompagnamento dev’essere sintetico, chiaro e suscitare l’attenzione del selezionatore.
Come esempio è possibile vedere questo fac simile lettera di presentazione.

La lettera di accompagnamento non deve essere quindi una copia del curriculum, non serve ripetere le informazioni già inserite in questo. La lettera di accompagnamento ha il compito di suscitare l’interesse del selezionatore e di spingerlo a leggere il curriculum. Come detto, è quindi importante utilizzare questo documento per fare capire al selezionatore che si è la persona giusta per quel posto di lavoro.

Come Capire se la Propria Azienda ha Bisogno di un Blog

Prima di avventurarmi nella consulenza aziendale per il corporate blog, più volte ho rivestito quelli che sono i panni dell’avvocato del diavolo.

Oggi quando mi trovo davanti ai responsabili di comunicazione o addirittura l’amministratore di un’azienda, riesco ad anticipare le loro obiezioni. Ormai conosco perfettamente quale sono i dubbi che un’azienda nutre verso i blog aziendali.

Qui di seguito 5 domande e altrettante risposte per capire se la vostra azienda meriti un blog.

1. Quale problematiche risolve il blog?

Risolve problemi che riguardano la trasparenza, l’autorevolezza, l’autenticità, fornendo un canale di pubblicazione istantanea.

2. Cosa implica il blog per il business?

Offre l’opportunità di connettervi e imparare dai clienti evitando i costosi sondaggi e complesse analisi di mercato. Vi permette anche di ottenere popolarità nel vostro specifico settore.

3. Perché dovremmo prestare attenzione alla blogsfera?

Ascoltate i blog influenti, quello che decretano in parte l’andamento del mercato e i trand. Interagite con loro e otterrete i benefici del fare parte della conversazione globale.

4. Quanto è credibile la blogsfera?

Le bugie hanno le gambe corte e le mezze verità prima o poi vengono a galla. I blog credibili godono di autorevolezza e popolarità. Fate del vostro blog una risorsa che ispiri fiducia.

5. Come possiamo sapere se un blog aziendale è adatto alla nostra azienda?

Considerate la vostra predisposizione a essere aperti, confidenziali, utili e il fatto di saper aggiungere valore alla vita dei vostri clienti. Chiedetevi se la vostra azienda è sotto i riflettori dei media o dei rivali sul mercato e se avete bisogno di acquisire fiducia intorno al vostro brand.

Se la vostra azienda è capace di rispondere a queste domande, allora il blog aziendale fa per voi. In caso contrario, forse è meglio continuare a farsi pubblicità attraverso i cartelloni pubblicitari, le riviste cartacee, i volantini e infinite mail.

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