Rapporti con le Banche – Quali Sono i Diritti

La preoccupazione principale delle banche? Si sa, badare ai propri interessi, non certo a quelli del cliente.
Costui, invece, deve sapere che può far leva su una serie di diritti per risparmiare non pochi soldini. Mettiamo questi diritti sotto la lente.

PER LEGGE, SONO A VOSTRA DISPOSIZIONE I FOGLI INFORMATIVI ANALITICI CON LE TARIFFE MASSIME DI TUTTI I SERVIZI
Il Decreto legislativo 385 del 1993 parla
chiaro: le banche devono mettere a disposizione del pubblico anche i fogli informativi
analitici, su cui vengono riportate le tariffe
massime (e i tassi minimi a favore del cliente) che la banca pratica. Possono, però, evitare di indicare le tariffe applicate sui bonifici e sulla compravendita di valute.
Consiglio: dal momento che le banche non
sono obbligate a esporre i fogli, gratuiti,
chiedeteli espressamente. Nonostante che
per legge siano asportabili, nelle nostre indagini è capitato di sentire le scuse più sconcertanti per evitare di cedere questi pezzi di
carta.

VISTO CHE LE TARIFFE ESPOSTE SONO QUELLE MASSIME, POTETE CONTRATTARE IN OGNI SITUAZIONE
Le banche possono tranquillamente agevolare alcuni clienti, riducendo le tariffe o, più
frequente, aumentando i tassi a loro vantaggio. Non siete in mezzo a questa rosa di eletti? Contrattate, contrattate e contrattate.
Consiglio: per aumentare le probabilità di
successo, argomentate che altre banche (o
altre convenzioni della stessa banca) offrono condizioni migliori. Tenete anche presente che è più facile che siano ridotte le
commissioni su operazioni effettuate frequentemente.

POTETE SCEGLIERE LA PERIODICITÀ DELL’ESTRATTO CONTO, TRA LE SEGUENTI: ANNUALE, SEMESTRALE, TRIMESTRALE O MENSILE
A voi la scelta, insomma. Stiamo parlando,
infatti, di un preciso diritto contenuto
nell’articolo 119 del decreto legislativo 385
del 1993 che abbiamo già citato in precedenza.
Consiglio: se muovete poco il conto, potete
tranquillamente ridurre al minimo i relativi
estratti.

POTETE CONTESTARE GLI ESTRATTI CONTO ANCHE DOPO 10 ANNI DALLA LORO SPEDIZIONE
I termini di prescrizione sono 10 anni per il
capitale e 5 per gli interessi. L’ABI
(Associazione bancaria italiana) – per una
volta battendo la legge, che indica termini più
stretti – ha stabilito che questi termini valgano
non solo per la banca, ma anche per i clienti.
Quanto vale l’informazione: anche milioni, quando serve, ma serve di rado. E’, infatti, difficile che una persona torni a guardare
estratti conto vecchi di anni. Se c’è un errore
della banca, lo si trova subito o mai più.
D’altra parte, se è la banca a scoprire l’errore e vi addebita qualcosa anni dopo
l’emissione dell’estratto conto (sempre che
possa provare l’errore tramite le scritture contabili…), potete fare ben poco.
L’estratto conto, però, può essere utile verso altre persone. Ad esempio, se volete dimostrare
di aver pagato qualcuno in una certa data con
bonifico, basta che mostriate il vecchio estratto conto per mettere a tacere ogni insinuazione.
Consiglio: è prudente conservare tutte le comunicazioni della banca che riguardano i vostri affari (estratti conto, comunicazioni di trasparenza, fissati bollati, lettere di accredito e di
addebito)

LE COMMISSIONI CHE RIGUARDANO LA COMPRAVENDITA DEI TITOLI SONO TRATTABILI
I costi legati alla compravendita dei titoli
possono essere distinti nelle seguenti categorie.
-Le spese fisse, applicate su qualunque tipo di titoli, sono quelle su
cui è più facile, contrattando, ottenere delle concessioni.
-Le commissioni, espresse in percentuale, sui titoli di Stato di nuova emissione: è
possibile ottenerne la riduzione chiedendo
la cosiddetta retrocessione, ovvero la spartizione fra banca e cliente delle commissioni pagate dallo Stato per il collocamento dei titoli.
A volte si riesce a strappare qualcosa.
-Le commissioni sui titoli di Stato già
emessi.
Qui la lotta si fa veramente dura.
-Le altre commissioni: molto dipende
dal tipo di rapporto con la banca e dal
potere contrattuale del cliente (avete un
capitale molto consistente? Investite e
disinvestite spesso? Minacciate di cambiare istituto di credito?).
Consiglio: non abbiate remore nel contrattare con la vostra banca. Inoltre, chiedete di
comprare titoli soltanto sul Mot (il mercato
regolamentato per i titoli di Stato). Infatti,
talvolta le banche tendono a evitarlo. E’ una
prassi lecita, ma riduce la trasparenza dei
costi, perché le banche vi possono comunicare un unico addebito, senza distinguere
tra prezzo del titolo e spese di acquisto, rendendo possibili eventuali creste sulle spese.
Risulta essere quanto ci è già capitato nel corso di una
prova pratica. Ricordatevi, infine, che se
comprate direttamente sul Mot o in borsa
scampate il costo del bollo che dovete pagare trattando direttamente con la banca.

SE I BONIFICI ORDINARI NON ARRIVANO IN TEMPO, LA BANCA RIMBORSA LE COMMISSIONI
Risulta essere questo il contenuto di una circolare
dell’ABI (Associazione banche italiane)
dell’11 ottobre 1994. Sono, tuttavia, esclusi i
casi di sciopero e forza maggiore, di cui non
fanno parte i guai ai computer, ai programmi
e alla rete che gestisce i bonifici.
Consiglio: se il beneficiario vi avverte che
il bonifico non è arrivato nei tempi dovuti,
oltre a protestare per farlo arrivare tempestivamente, potete chiedere la restituzione
delle commissioni pagate. Ricordate anche che per i bonifici verso l’estero, ma all’interno dell’area SEPA, sono previste le stesse tempistiche. Per dettagli è possibile leggere questa guida sul bonifico SEPA su Ilbonificobancario.com.

OCCHIO AD ANDARE IN ROSSO! INTERESSI PASSIVI E ALTRE SPESE VI VERREBBERO APPLICATI TRIMESTRALMENTE, NONOSTANTE CHE ALCUNE SENTENZE NE ABBIANO STABILITO SIA ILLEGITTIMO
Purtroppo i contratti di conto corrente stabiliscono che gli interessi passivi (e soltanto loro) possono essere liquidati e addebitati alla fine del trimestre solare.
Oltre a questa spesa, ce ne sono altre due:
la commissione di massimo scoperto,
spesso indicata con CMS, che è una percentuale (difficilmente maggiore dell’1%)
sulla massima punta di debito del trimestre, e le spese trimestrali di chiusura contabile (non di estinzione!) del conto.
Consiglio: attenti soprattutto se i vostri
addebiti si verificano 1 o 2 giorni dopo gli
accrediti. Non c’è niente di più facile, ad
esempio, che – partendo da una giacenza di
1 milione – l’accredito di un assegno di 2
milioni sia riconosciuto per il calcolo degli
interessi soltanto un paio di giorni lavorativi dopo. Chi prelevasse, nel frattempo,
più del milione di giacenza iniziale, potrebbe trovarsi a fine trimestre con uno
scoperto non programmato.

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